Domenica, 03 Luglio 2022
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Sanremo, 3° serata. Drusilla Foer accanto ad Amadeus, standing ovation per Cremonini. Il racconto di Saviano emoziona

"Il primo grande applauso - esordisce Amadeus - chiedo di farlo alla nostra grande orchestra". Così il direttore artistico ha iniziato la terza serata del Festival, dopo le prime due dei record con la seconda che - col 55% di share - ha addirittura superato la prima (è la prima volta nella storia Auditel).

Il saluto a Mattarella

Il festival di Sanremo rende omaggio in apertura di serata al presidente Mattarella che oggi ha giurato per il mandato bis. «Buon lavoro, presidente - ha detto Amadeus - per esprimere la gratitudine e l’affetto che proviamo. Lei è stato un punto di riferimento e lo è stato anche oggi quando ha ricordato l'importanza della cultura, delle arti, del teatro, cinema e musica». Poi il conduttore ha voluto offrire a Mattarella un ricordo musicale: «Lei nel 1978 alla Bussola di Viareggio con sua moglie e suo fratello Piersanti era tra i fortunati dell’ultimo leggendario concerto di Mina. E allora ecco "Grande grande grande" che è quello che pensiamo di lei».

La prima ad esibirsi è Giusy Ferreri

In platea anche l'ad della Rai Fuortes

A Sanremo è arrivato anche l'amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes e siede in platea per seguire la terza serata del festival. «Grazie di essere con noi questa sera», lo saluta dal palco Amadeus.

Elisa Balsamo si intrattiene con Amadeus

In platea anche Elisa Balsamo, campionessa mondiale di ciclismo che ha omaggiato Amadeus con una maglia speciale, quella con la quale si è laureata campione del mondo

Fabrizio Moro con "Sei tu"

Fabrizio Moro è uno dei sette componenti del cast del Festival di Sanremo a tornare da vincitore. Era il 2018, la canzone in questione si intitolava «Non mi avete fatto niente» e lui cantava in coppia con Ermal Meta, cosa che ha definitivamente fatto esplodere il successo. Prima di allora però Moro aveva partecipato nel 2000 tra le nuove proposte con «Un giorno senza fine», ma la cosa passò in sordina; decisamente meglio va nel 2007 con «Pensa», sempre tra i giovani, che gli vale la vittoria della categoria e un premio Mia Martini. Torna nel 2008 e nel 2010 con risultati di nuovo non memorabili, le canzoni erano «Eppure mi hai cambiato la vita» e «Non è una canzone». Nel 2017 prepara la vittoria con Ermal Meta cantando «Portami via», che diventerà un cavallo di battaglia del suo repertorio. «Sei tu», secondo quanto svelato all’AGI, è la prima vera dedica d’amore della sua vita, il brano accompagna l’uscita di «Ghiaccio», l’esordio da regista che avverrà proprio nel weekend successivo alla fine del Festival.

Ecco Drusilla Foer

Supera brillantemente la prova della scala e poi gioca con Amadeus sul palco: Drusilla Foer è la co-conduttrice della terza serata del festival. Prende il microfono e prova a cantare: «Senta coso, senta Amedeo, sono una grande interprete, voglio cantare, se ne vada. Cosa dovrei fare? Co-presentare con lei tutta la sera? Ma è un inferno, lei è pazzo, lei mi fa fare la valletta. Se l’avessi saputo mi sarei messa qualcosa di più scosciato, ho anche un bel koala tatuato». Poi si rivolge al direttore di Rai1 seduto in platea: «Coletta, lei non può fare nulla, nemmeno se le do dei bacini?».

... Poi si traveste da zorro

Drusilla Foer si traveste da zorro con tanto di spada e baffi e minaccia Amadeus: «Le affetto un pezzettino di naso, tanto gliene rimane abbastanza. "Sti uomini col naso piccolo sono Ferrari senza volante»

L'entusiasmo travolgente del "messinese" Dargen D'Amico

Dargen D’Amico, originario delle Isole Eolie (di Filicudi) proviene da quel ramo della discografia che mette insieme il cosiddetto «Conscious Rap», una generazione di artisti poco legati alle tematiche solite del genere, e il pop di contenuto, portato il più vicino possibile alla contemporaneità da classifica. Per lui si tratta di un debutto sul palco del Festival di Sanremo, ulteriore passaggio fondamentale della sua carriera dopo la felice collaborazione quest’anno con Fedez per «Disumano», ultimo lavoro del rapper e influencer milanese, in qualità di co-autore e direttore artistico del progetto. Jacopo D’Amico, così all’anagrafe, canterà «Dove si balla», brano che riporta alle sonorità dance anni '90.

La prima volta di Cesare Cremonini

"Ecco a voi una storia poetica". Così Amadeus lancia Cesare Cremonini per la prima volta sul palco del Sanremo. E lui si presenta all’Ariston con un medley dei suoi successi a partire da 'Nessuno vuole essere Robin' e subito dopo canta 'Marmellata25'.

Con il suo sguardo, con la sua inconfondibile voce e con le sue melodie, il cantautore bolognese emoziona ed incanta al Festival di Sanremo a pochi giorni dal lancio del suo album, "La Ragazza del futuro". Dal festival di Sanremo, in oltre 20 anni di carriera, Cesare Cremonini si è tenuto sempre piuttosto lontano. «Penso di essere uno dei pochi, forse l'unico, che va a Sanremo come superospite senza mai averci messo piede», racconta con un sorriso, seduto nel verde del parco dell’albergo che lo ospita a Bordighera. «Sto vivendo un momento in cui sento che non conta più solo la canzone che sto promuovendo, ma è la storia che racconto che guida le mie scelte». Ed è proprio la sua storia, che parte e torna alla semplicità passando per «un tragitto di scoperta ed esplorazione», quella che porta al festival «che va raccontata tutta insieme. Con uno sguardo rivolto al passato ma anche al futuro. E’ come se avessi piantato una bandierina sulla montagna, ma ora sono pronto ad andare avanti. Il primo Sanremo, come il primo San Siro, è un momento clou, un momento cardine della mia carriera, non è solo una vetrina». In realtà le strade di Cremonini e di Sanremo si sono incrociate senza fortuna ai tempi dei primi successi dei Lunapop, nel 2000. «Non ci presero, e oggi dico che è meglio così. Non ero pronto, ero immaturo per affrontare questo palco. Fu giusto escluderci. Poi uscì Un giorno migliore ed esplosero i Lunapop». Ma si riconosce ancora in quel ragazzo che cantava 50 Special e andava «in giro per i colli bolognesi». «Non c'è pericolo che non mi riconosca ancora in quel ragazzo e in quella canzone, che non è giovanilista, ma è realmente giovane, e per questo piace ancora. Possiede un lato di spensieratezza e libertà». «Avevo 18 anni quando ho iniziato, ma già dagli 11 avevo iniziato a sognare di cantare. Ma non ho mai pensato di arrivare dove sono ora. Sono stato fortunato: davanti a me ho la libertà di fare quello che amo e desidero perché non ho più riferimenti». Quindi Ariston, per creare uno spettacolo nello spettacolo, "come fosse la sintesi di un grande show». Da Nessuno vuole essere Robin a Poetica, passando per Marmellata 25, Logico, La nuova stella di Broadway». Anche perché è dal 2020 che Cremonini attende di tornare in tour «ed è il modo per scaricare tutta l'energia accumulata». Il cantautore bolognese sale sul palco anche per «comunicare una necessità strutturale del mondo dello spettacolo in questo momento: la ripartenza dei concerti deve essere una riflessione concreta e urgentissima. Altrimenti non possiamo più dirci un Paese unito».

Tutti in piedi per "50 special"

Dopo aver cantato il suo nuovo singolo, «La ragazza del futuro», Cesare Cremonini si esibisce nella hit che, oltre vent'anni fa, portò al successo i suoi Lunapop: «50 special». La platea dell’Ariston si scatena e tutti si alzano, ballano e battono le mani.

La seconda volta di Elisa a Sanremo

E’ la seconda volta che Elisa si presenta al Festival di Sanremo, la prima volta, nel 2001, la convinse Zucchero a cantare «Luce (tramonti a nord est)», la sua intenzione era di intraprendere una carriera internazionale, proponendosi in lingua inglese. Da lì è iniziata la carriera di una delle maggiori rappresentanti del pop moderno italiano; una carriera che l’ha portata a vincere un disco di diamante, un disco multiplatino e ben 44 dischi di platino, nonchè una nomination ai Grammy Awards del 2014 nella categoria «Miglior colonna sonora per un film», quando Quentin Tarantino utilizza per il suo «Django Unchained» «Ancora qui», scritta da lei e composta da Ennio Morricone. Per questa sua seconda volta all’Ariston ha scelto di cantare «O forse sei tu», ballad che sarà inserita in «Ritorno al futuro/Back to the Future», il doppio album che uscirà subito dopo la chiusura del Festival, una parte sarà in italiano e una in inglese.

Saviano ed il trentennale dalla strage di Capaci

Il pubblico dell’Ariston si alza in piedi quando Amadeus legge i nomi delle vittime delle stragi di Capaci e via d’Amelio, nelle quali la mafia uccise i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Amadeus presenta quindi Roberto Saviano, incaricato di ricordare le stragi di mafia. Ricordare non è un atto passivo. Viene da "recordari" che significa rimettere nel cuore perché per gli antichi il cuore è la sede della memoria». Roberto Saviano introduce così il monologo sulla strage di Capaci di cui cade il trentennale.

«Il coraggio è sempre una scelta e non scegliere non significa essere neutrali ma essere complici». Ricordando Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, lo scrittore ha sottolineato che la loro storia è quella di «chi sceglie pur sapendo di rischiare». Saviano ha ricordato che i due giudici, accusati di cercare notorietà, furono vittima di «delegettimazione per creare diffidenza in chi era dalla loro parte». Tuttavia, ha aggiunto, «la mafia non è riuscita a sporcare l’esempio delle loro scelte coraggiose».

Applausi alla carabiniera che salvò donna da suicidio

In uniforme, emozionata, Martina Pigliapoco, carabiniera, sul palco del teatro Ariston a Sanremo ha raccontato la storia di come è riuscita a salvare una madre che aveva deciso di suicidarsi. «E' stato l’argomento famiglia - ha detto - a far scattare nella donna il ripensamento. Ho parlato a lungo di tante e cose, per oltre tre ore e mezza, e alla fine l’ho convinta con la forza dell’amore che una madre prova per i figli. Poi l’ho abbracciata. Oggi ci sentiamo spesso e f parte della mia vita».
La Pigliapoco è stata premiata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Ricordo l’emozione - evidenzia la carabiniera - è stato un sogno inaspettato».

La classifica generale dopo la terza serata

1) Mahmood-Blanco

2) Elisa

3) Gianni Morandi

4) Irama

5) Sangiovanni

6) Emma

7) Massimo Ranieri

8) Fabrizio Moro

9) La rappresentante di Lista

10) Dargen D'Amico

11) Michele Bravi

12) Ditonellapiaga e Rettore

13) Aka7even

14) Achille Lauro

15) Noemi

16) Rkomi

17) MAtteo Romani

18) Iva Zanicchi

19) Giovanni Truppi

20) Hishnob e Hu

21) Giusy Ferreri

22) Le Vibrazioni

23) Yuman

24) Ana Mena

25) Tananai

 

 

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