Sabato, 23 Ottobre 2021
stampa
Dimensione testo

Società

Home Foto Società Facebook mette i Ray-Ban, in Italia gli occhiali smart: fanno anche video, foto e chiamate

Facebook mette i Ray-Ban, in Italia gli occhiali smart: fanno anche video, foto e chiamate

A prima vista sembrano dei classici Ray-Ban ma in realtà scattano foto, registrano video e permettono di far partire una telefonata e ascoltare musica senza mani, con l’assistente vocale. Sono i Ray-Ban Stories, gli occhiali nati dalla collaborazione tra Facebook ed EssilorLuxottica che arrivano da oggi anche in Italia. Costano più o meno quanto un occhiale griffato e mirano a ridare slancio ad un settore, quello degli smart glasses di cui Google è stata pioniera, che non è mai davvero decollato. Questo dispositivo indossabile ha dalla sua il Made in Italy e il bacino di miliardi di utenti dell’ecosistema di Mark Zuckerberg che mira ad espandere l’interazione dei contenuti social come le Storie, fuori dai contesti digitali tradizionali di smartphone e computer.

"Un modo completamente nuovo con cui rimanere"

«È un prodotto che dimostra come i consumatori non debbano più scegliere tra tecnologia e moda: possono vivere il momento e rimanere connessi mentre indossano il loro stile preferito», sottolinea Rocco Basilico, Chief Wearables Officer di EssilorLuxottica. «Stiamo introducendo un modo completamente nuovo con cui rimanere connessi al mondo che ci circonda - aggiunge Andrew Bosworth, vicepresidente dei Facebook Reality Labs - abbiamo scelto l’Italia tra i primi paesi al lancio perché sappiamo quanto conti lo stile nella vita di tutti i giorni e quanto gli italiani amino la tecnologia». I Ray-Ban Stories integrano due fotocamere da 5 megapixel agli apici superiori per scattare foto e registrare video, che si gestiscono attraverso la nuova app Facebook View su iOS e Android. Per le operazioni di registrazione e scatto c'è un tastino sull'asta destra, una luce lampeggia intorno alle due fotocamere per avvisare le persone che il dispositivo sta catturando le immagini. «Invitiamo comunque gli utenti a spegnere gli occhiali quando si trovano al chiuso - spiega Facebook - per preservare la privacy di chi li circonda».

Così gli occhiali "comunicano" con lo lo smartphone

Una volta trasferiti i contenuti dagli occhiali allo smartphone, questi possono essere condivisi su Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger, Twitter, TikTok, Snapchat e le altre app già installate sul telefono. Abbinando gli occhiali via Bluetooth allo smartphone è poi possibile anche effettuare o rispondere a telefonate ed ascoltare musica o l’audio di video, senza auricolari. Il lancio dei Ray-Ban Stories continua il trend degli occhiali connessi iniziato dai Google Glass nel lontano 2013 e mai davvero diventato di massa (proprio Luxottica aveva collaborato in passato con il colosso dei motori di ricerca, ma anche con Intel per un occhiale dedicato agli sportivi). Questo tipo di dispositivo è stato anche esplorato da Sony, pioniere della realtà virtuale in ambito videogiochi, e dall’app Snapchat che ha lanciato la prima generazione di occhiali Spectacles nel 2016. E chissà che la mossa di Facebook non acceleri i piani di concorrenti illustri come Apple che ha in progetto a metà o fine 2022 la sua versione di smart glasses.

E Facebook annuncia l’avvento del "metaverso"

Per Facebook il lancio dei Ray-Ban Stories può essere il primo passo di quello che, qualche settimana fa, Zuckerberg ha annunciato come l’avvento del "metaverso" per la piattaforma, ossia l’interazione di contenuti con il social fuori da Pc e smartphone. I Ray-Ban Stories arrivano da oggi in Italia, uno dei primi paesi di lancio insieme a Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Irlanda e Canada, in tre modelli (Wayfarer, Meteor e Round) in vari colori e lenti (da sole, chiare, transition e graduate), e il prezzo parte da 329 euro. Dal 13 settembre si troveranno anche presso punti vendita Luxottica Retail selezionati, tra cui Salmoiraghi & Viganò.

© Riproduzione riservata

TAG:

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook