Domenica, 25 Settembre 2022
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Ecco la Serie A. Super Rebic lancia il Milan, Dumfries salva l'Inter. Atalanta e Torino corsare

Nel torneo della canicola, Milan subito vittorioso contro una tenace Udinese. Partenza sprint: botta immediata di Becao, repentina reazione rossonera con Hernandez (rigore discusso) e sorpasso con Rebic. I rossoneri hanno continuato in avanti, i friulani hanno cercato il contropiede con Deulofeu. Partita maschia, intensa e difese in difficoltà, specie quella di Pioli sulle palle alte. Il pareggio di Masina, con uno spettacolare in tuffo di testa, ha gelato i rossoneri nel lungo recupero del primo tempo. Il vantaggio subitaneo dei campioni con l'ottimo Diaz all’inizio della ripresa ha ridato loro fiducia: così hanno messo in ghiacciaia il risultato con Rebic (doppietta). Tonico l’attacco rossonero. E’ cominciato quindi con tre punti corroboranti, il cammino del Milan campione in carica contro un’Udinese che non è riuscita a festeggiare il suo cinquantesimo campionato di serie A con un risultato positivo, anche se ha tenuto il campo nel primo tempo. Le due squadre non avevano presentato molte novità, rispetto alla scorsa stagione. Pioli anzi aveva dovuto rinunciare a due titolari importanti: Tonali a centrocampo e Giroud in attacco e li aveva rimpiazzati con Krunic e Rebic.

Anche l’esordiente Sottil, tecnico dell’Udinese, aveva tenuto inizialmente in panca parecchi possibili titolari, puntando su una formazione più collaudata con il solo Masina, invece di Udogie (in partenza), come unica novità. Nel catino di San Siro stracolmo e pieno di entusiasmo, dopo il ricordo di Villiam Vecchi, un ex indimenticabile, il gol di Becao, di testa, su angolo dell’ex rossonero Deulofeu da sinistra ha spezzato l’equilibrio dopo meno di due minuti. La reazione del Milan con Rebic (Silvestri ha respinto da terra) non è mancata e Martinelli è poi stato chiamato dal VAR allo schermo per un intervento di Soppy su Calabria che ha indotto l’arbitro a indicare il dischetto. Hernandez all’11' di sinistro ha così pareggiato con un tiro di potenza e precisione. Rigore che ha provocato le prime discussioni. Ma il Milan ha messo le ali e al 15' Calabria da destra ha dato in mezzo a Rebic. Lasciato solo sul dischetto, il croato ha giustiziato Silvestri. Un’occasione l’ha avuta Messias su imbeccata di Bennacer, ma senza risultati. Al 49' l’imprevisto: Pereyra da destra ha messo in mezzo e Masina (male Messias) in tuffo di testa ha pareggiato. All’inizio della ripresa, subito Milan in vantaggio: Hernandez da sinistra, Masina di testa all’indietro e Diaz ha anticipato Silvestri.

Male i difensori bianconeri, specie Perez. Un tentativo di Success subito dopo qualche manovra pericolosa dei friulani. Ci hanno provato Hernandez e Leao, senza incidere. Sottil ha fatto entrare Beto per Success e Ebosse per Perez. Subito dopo, al 23' Diaz dal fondo destro ha messo in mezzo e Rebic di sinistro ha segnato il quarto gol rossonero. Pioli ha fatto entrare De Ketelaere per Diaz, Saelemaekers per Messias e Giroud per Rebic. Dopo un efficace spunto di Leao con tiro alto, Sottil ha fatto entrare Lovric (Walace) e Samardzic (Makengo) e Ebosele (Masina). Si sono visti pure Pobega (Krunic) e Origi (Leao). Diremmo che Diaz (un gol nella ripresa) è stato il più vivace fra i rossoneri nel primo tempo, Deulofeu tra i bianconeri ma con qualche indecisione sotto porta nella ripresa. Insomma, per Pioli un inizio in linea con i programmi annunciati, per Sottil una prestazione incoraggiante (anche nel finale) con qualche fatale errore difensivo. (ITALPRESS)

Il tabellino

Marcatori: 2' pt Becao, 12' pt Theo Hernandez (rig), 15' pt Rebic, 49' pt Masina, 1' st Diaz, 23' st Rebic

Milan (4-2-3-1): Maignan 6; Calabria 7, Kalulu 7, Tomori 6, Theo Hernandez 6.5; Bennacer 7, Krunic 6.5 (39' st Pobega sv); Messias 5.5 (26' st Saelemaekers 6), Diaz 7.5 (26' st De Ketelaere 6), Leao 6.5 (39' st Origi sv); Rebic 7.5 (26' st Giroud 6). In panchina: Tatarusanu, Mirante, Ballo-Touré, Adli, Bakayoko, Kjaer, Florenzi, Gabbia. Allenatore: Pioli 7.

Udinese (3-5-2): Silvestri 6; Becao 6.5, Nuytinck 5, Perez 6 (22' st Ebosse 6); Soppy 6, Pereyra 5, Walace 6 (31' st Lovric sv), Makengo 6 (31' st Samardzic sv), Masina 5.5 (38' st Ebosele sv); Deulofeu 5.5, Success 6 (22' st Beto 5.5). In panchina: Padelli, Piana, Abankwah, Benkovic, Bijol, Nestorovski, Guessand, Pafundi. Allenatore: Sottil 6.

Arbitro: Marinelli di Tivoli 5.5.

Note: serata serena, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Soppy, Becao, Krunic, Perez, Ebosele. Angoli. 5-1. Recupero: 4' pt, 6' st.

Inter, vittoria all'ultimo respiro

L’Inter la risolve all’ultimo secondo e batte il Lecce alla prima di campionato. Gli uomini di Inzaghi soffrono dopo il pareggio di Ceesay. Ma ci pensa Dumfries a regalare i tre punti ai suoi al 95'. Passano poco più di 80 secondi dal fischio d’inizio dell’arbitro Prontera e Lukaku ritorna a marcare il tabellino. Lo fa grazie a un’azione perfetta, cominciata da sinistra con Dimarco. Poi il colpo di testa di Darmian per l’appoggio facile facile del belga a sbloccare il risultato. E’ doccia fredda per i pugliesi, evidentemente attanagliati dalla tensione dell’esordio in A. L'Inter ha lo spazio per il raddoppio quasi immediato ma non è ancora in versione killer. I padroni di casa perdono Cetin al 21' per infortunio, ma è proprio da qui che la squadra di Baroni si inietta una buona dose di coraggio: un paio di contropiedi, nulla di più, ma finalmente uno squillo. La foga rischia di tradire Baschirotto, autore al 32' di un’entrata durissima su Lautaro: è solo giallo per il direttore di gara. I nervi rimangono tesi, l'ultima fase della prima frazione si chiude con un possesso palla sterile delle due squadre e svariate proteste. La ripresa è una stretta parente dell’avvio di gara, ma al contrario. Dopo 3 minuti, è infatti il Lecce a trovare il gol del pari: palla in profondità di Di Francesco per Ceesay che incrocia battendo Handanovic. Al 53' Strefezza sfiora il palo con una conclusione a giro, mentre al 61' è solo un miracolo del portiere nerazzurro a negare la rete su punizione di Bistrovic. Inzaghi cambia registro. Entra Dumfries (e Dzeko a formare un tridente pesante) che al 69' colpisce il palo di testa. L’Inter attacca, ma con disordine e poca lucidità. La gara sembra archiviarsi su un pareggio ma all’ultimo istante i nerazzurri trovano il gol-vittoria: Lautaro devia un corner, arriva come una saetta Dumfries che sigla il tap-in.

Il tabellino

Marcatori: 2' pt Lukaku, 3' st Ceesay, 50' st Dumfries.

Lecce (4-3-3): Falcone 7; Gendrey 6, Cetin 5 (21' pt Blin 6.5), Baschirotto 6, Gallo 6.5; Bistrovic 5.5 (29' st Listowski 6), Hjulmand 6.5, Gonzalez 6 (29' st Helgason 6); Strefezza 6.5, Ceesay 7 (18' st Colombo 6), Di Francesco 6.5 (29' st Banda 6). In panchina: Bleve, Brancolini, Di Mariano, Frabotta, Ciucci, Voelkerling, Berisha, Lemmens, Rodriguez. Allenatore: Baroni 7.

Inter (3-5-2): Handanovic 6; Skriniar 5.5 (43' st Correa sv), De Vrij 6, Dimarco 6.5; Darmian 6.5 (22' st Dumfries 7), Barella 5.5, Brozovic 5.5 (12' st Mkhitaryan 5.5), Calhanoglu 5.5 (22' st Dzeko 5.5), Gosens 5 (12' st Bastoni 6); Lukaku 7, Lautaro Martinez 6.5.
In panchina: Cordaz, Onana, Gagliardini, Bellanova, Asllani, Zanotti, Fontanarosa. Allenatore: Inzaghi 5.5.

Arbitro: Prontera di Bologna 6. RETI:

Note: serata serena, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Baschirotto, Brozovic, Darmian, Colombo, Blin. Angoli. 6-8. Recupero: 4' pt, 4' st.

Il Toro sorride a Monza

L’euforia della prima partita in Serie A è stata oscurata da una sconfitta netta, difficile da digerire dopo il buon primo tempo: il Torino si impone 2-1 contro il Monza grazie alle reti di Miranchuk e Sanabria, una per tempo (inutile il gol di Dany Mota nel finale). La squadra di Stroppa non è riuscita ad imporre il proprio ritmo nonostante il buon approccio nei primi 25' di gioco: alla fine l’esperienza granata ha regalato tre punti a Ivan Juric e a una squadra ancora in costruzione, ma che ha dimostrato di avere già la giusta qualità. Un approccio abbastanza tirato quello del Monza, nei primi cinque minuti gli uomini di Stroppa hanno concesso due occasioni agli ospiti: Sanabria, in entrambi gli episodi, non è riuscito a beffare Di Gregorio, preferito a Cragno nell’undici titolare. La prima conclusione veramente pericolosa di marca brianzola è stata quella di Filippo Ranocchia al 20' del primo tempo, con Milinkovic-Savic a bloccare in due tempi. Una manciata di minuti più tardi la palla gol nitida è capitata ai granata, con Di Gregorio super sulla conclusione a botta sicura di Radonjic.
Tolto il tiro di Ranocchia, terminato a fil di palo, la gara ha vissuto sulle fiammate delle due squadre fino alla rete di Miranchuk, arrivata da un passaggio sbagliato di Birindelli e da un rinvio timido di Pablo Marí. Nella ripresa i padroni di casa hanno provato a mescolare le carte col triplo cambio, ma proprio da una sostituzione è arrivata un’altra disattenzione: Carboni, al 21' del secondo tempo, ha svirgolato in area un pallone intercettato da Ricci e recapitato a Sanabria, abile a ribadire in rete il cross con una mezza rovesciata. Il Monza da quel momento in poi ha perso i riferimenti, concedendo troppo a un Torino sicuramente più propositivo: la reazione c'è stata, ma la botta sicura di Birindelli è stata neutralizzata da Milinkovic-Savic. Nemmeno l'ingresso di Gytkjaer ha cambiato la situazione in attacco: i tre punti sono andati il Torino, per il Monza soltanto l’amaro in bocca di un gol arrivato soltanto nel finale (95°) e per un esordio che sarebbe potuto terminare in maniera differente.

Il tabellino

Marcatori: 43'pt Miranchuk (T), 21'st Sanabria (T), 49'st Dany Mota (M)

Monza (3-5-2): Di Gregorio 6; Marlon 5.5, Pablo Marí 5, Carlos Augusto 5.5 (18'st Carboni 5); Birindelli 5, Ranocchia F. 6 (19'st Dany Mota 6.5), Valoti 5.5 (31' st Gytkjaer s.v.), Barberis 5.5, D’Alessandro 6; Caprari 5.5 (18'st Ciurria 6), Petagna 6 (31' st Sensi s.v.). In panchina: Cragno, Sorrentino, Caldirola, Ranocchia A., Antov, Colpani, Marrone, Bondo, Molina, Vignato. Allenatore: Stroppa 5.5

Torino (3-5-2): Milinkovic-Savic 6.5; Djidji 6, Adopo 6 (25'st Segre 6), Rodriguez 6; Singo 6 (34' Lazaro 6), Ricci 6.5 (45'st Ilkhan s.v.), Linetty 6.5, Aina 6.5; Miranchuk 7 (1'st Vlasic 6), Radonjic 6.5; Sanabria 7. In panchina: Berisha, Gemello, Bayeye, Pellegri, Wade, Garbett. Allenatore: Juric 6.5

Arbitro: Maurizio Mariani di Aprilia 6

Note: terreno di gioco in buone condizioni. Spettatori: 10.739 Ammoniti: Singo, Adopo (T), Pablo Marí (M). Angoli: 2-7 Recupero: 1'pt, 4'st

Atalanta corsara a Marassi

Riecco la Dea. La squadra di Gasperini parte con il piede giusto e si impone 2-0 al Ferraris nella prima giornata di campionato, niente da fare per una Sampdoria comunque combattiva e che ha tenuto testa ai nerazzurri. Al 15' primo episodio con intervento del var su una rete di Caputo su assist di Leris, per Dionisi la rete è da annullare. Poco meno di dieci minuti più tardi il match si sblocca con Toloi, nei minuti finali del match raddoppio dei bergamaschi con Lookman. Giampaolo conferma Caputo come unica punta, dietro di lui in quattro, Leris, Rincon, Sabiri e Djuricic, con gli ultimi due chiamati ad inventare per il bomber blucerchiato. Dall’altra parte Gasperini si affida alla coppia colombiana Zapata-Muriel, con Pasalic ad agire da treqaurtista. Il match è subito vivace pimpante: Sabiri inventa per Leris, che, davanti a Musso, non riesce a calciare venendo anticipato da Maehle. Proteste della Doria al 15' per la rete annullata dal direttore di gara a Caputo per un presunto fallo di Leris ad inizio azione. L’Atalanta si sveglia e al 22' è pericolosissima, ma Maehle fallisce da pochi passi un gol già fatto. Era il preludio del vantaggio dei nerazzurri con Toloi che insacca dopo una sponda di Pasalic su cross di Zapata.

La Sampdoria non ci sta e non ci stanno soprattutto i suoi fantasisti, con un Sabiri parecchio ispirato: al 33' ci prova con una delle sue conclusioni, Musso blocca. Il marocchino naturalizzato tedesco ci riprova prima della pausa da calcio di punizione, palla alta. Nella ripresa, ci tenta per i bergamaschi Okoli, all’esordio in A, ma il centrale ex Cremonese di testa non centra la porta. Al 70' ancora Sabiri pericoloso: punizione dal limite potente del fantasista che sorprende Musso, palla sul palo. Al 75' entra Quagliarella e la Samp crea due occasioni con il suo numero 27: prima in acrobazia (palla alta), poi con un piazzato (traversa). Nei minuti finali chiude i conti per la Dea Lookman in contropiede (pochi minuti prima gliene era stato annullato uno per offside). Vince l’Atalanta, Sampdoria battuta 2-0.

Il tabellino

Marcatori: 26' pt Toloi, 51' st Lookman

Sampdoria(4-1-4-1): Audero 6; Bereszynski 6 (13' st Depaoli 6), Ferrari 6 (40' st Murillo sv), Colley 6, Augello 6; Vieira 6; Leris 6 (30' st Quagliarella 6.5), Rincon 5.5, Sabiri 7, Djuricic 5 (13' st Verre 6); Caputo 6.5 (13' st De Luca 5.5). In panchina: Ravaglia, Villar, Gabbiadini, Yepes, Murru, Malagrida. Allenatore: Giampaolo 5.5.

Atalanta (3-4-1-2): Musso 6; Toloi 7 (27' st Scalvini 6), Okoli 5.5, Djimsiti 6; Hateboer 6, de Roon 6, Koopmeiners 6, Maehle 6.5 (27' st Zortea 6); Pasalic 5.5 (39' st Malinovskyi sv); Muriel 5.5 (18' st Lookman 7), Zapata 5.5. In panchina: Rossi, Sportiello, Boga, Ruggeri. Allenatore: Gasperini 6.

Arbitro: Dionisi di L’Aquila 6.

Note: pomeriggio caldo, campo in perfette condizioni. Ammoniti: Ferrari, Okoli, Pasalic, Verre, Musso, Quagliarella, Sabiri, de Roon, Zortea, Hateboer. Angoli: 3-2. Recupero: 2'; 6'.

 

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