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Ok dei ministri del Lavoro a direttiva Ue su parità di genere tra i dirigenti

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Ok dei ministri del Lavoro a direttiva Ue su parità di genere tra i dirigenti

BRUXELLES - I ministri del Lavoro e degli affari sociali dell'Ue hanno concordato un approccio generale sulla proposta di legislazione europea e per migliorare l'equilibrio di genere tra i direttori non esecutivi delle società quotate.

"L'accordo odierno in seno al Consiglio rappresenta un importante passo avanti. Chiedo un rapido avvio dei negoziati con il Parlamento europeo in vista dell'adozione finale di questa direttiva, che contribuirà ad affrontare il tetto di vetro con cui le donne sono ancora troppo spesso confrontate nel mondo del lavoro", ha affermato Élisabeth Borne, ministro francese del Lavoro, dell'Occupazione e dell'Inclusione economica.

L'accordo apre ora la strada a negoziati tra il Consiglio e il Parlamento europeo al fine di concordare una posizione comune. La direttiva, segnala una nota, mira a fissare un obiettivo quantitativo per la percentuale di membri del sesso sotto rappresentato nei consigli di amministrazione delle società quotate. Le aziende dovrebbero adottare misure per raggiungere, entro il 2027, un obiettivo minimo del 40% delle posizioni dirigenziali non esecutive detenute da membri del sesso sotto rappresentato, o il 33% se tutti i membri del consiglio sono inclusi.

Le aziende che non riescono a raggiungere questi obiettivi dovrebbero applicare criteri chiari, inequivocabili e formulati in modo neutrale quando nominano o eleggono gli amministratori. Spetta agli Stati membri (e non alle imprese) scegliere tra i due obiettivi del 40% per gli amministratori non esecutivi o del 33% per tutti i membri del consiglio.

 "Il tema delle discriminazioni rappresenta una priorità che emerge in tutta la sua criticità nei momenti di crisi. L'emergenza che stiamo vivendo ci impone di intervenire per assicurare pari accesso ai servizi all'integrazione lavorativa di tutti i lavoratori, anche di quelli ucraini, che stiamo ricevendo". Lo ha detto il ministro del Lavoro Andrea Orlando intervenendo al consiglio Ue Occupazione, politica sociale, salute e consumatori a Bruxelles nel dibattito in particolare sulle misure per combattere le discriminazioni nei processi di assunzione e promuovere la diversità nel mondo del lavoro.

"E' importante che si continui a perseguire l'obiettivo di un accordo sulla direttiva orizzontale contro ogni discriminazione - ha detto Orlando - inoltre un tema su cui l'unione deve vigilare è quello dell'impatto degli algoritmi dell'intelligenza artificiale nell'organizzazione del lavoro. Bisogna continuare a creare i presupposti perché tutti possano avere le medesime opportunità di accesso ai posti di lavoro di qualità, per assicurare una buona occupazione, che sia realmente inclusiva, sicura, dignitosa e senza odiosi atti discriminatori".

"In questa direzione va la recente legislazione italiana che anticipa quella europea - ha poi elencato Orlando -. Sulla parità retributiva abbiamo rafforzato gli strumenti per la trasparenza e le imprese sono state incentivate al perseguimento della parità di genere attraverso certificazioni e premialità. Sulla stessa linea si interverrà con modifiche al codice degli appalti, anche per promuovere la parità tra le generazioni e per le persone con disabilità istituendo la figura del manager delle disabilità nelle imprese".

"Grazie alla prima strategia nazionale sulla parità di genere del 2021 - ha anche segnalato il ministro del Lavoro - abbiamo individuato misure strutturali e di sistema strettamente correlate al piano nazionale di riforme di resilienza. Altri interventi significativi hanno riguardato la riforma dei congedi parentali di paternità, oltre che l'introduzione di incentivi al lavoro femminile e le detrazioni per i servizi di cura. La vera sfida è connessa alla conoscenza e valorizzazione delle specificità delle persone che nel mondo del lavoro può e deve essere facilitata dalla stretta collaborazione soprattutto tra le parti sociali. Potremmo parlare di effetto moltiplicatore in termini di sensibilizzazione, formazione, supporto, che in Italia certamente è favorito da un consolidato dialogo e confronto con le associazioni, ad esempio della comunità Lgbt e rom e delle persone fragili e disabili. Allo stesso modo ma in contesti ancora più ampio e trasversali, fondamentali - ha concluso il ministro Orlando - sono gli organismi di parità nelle loro diverse forme competenze e in proposito salutiamo con favore la la futura iniziativa europea per rafforzarne il ruolo".

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