Giovedì, 01 Dicembre 2022
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Contro il caro energia strategia Ue in sette punti

Bruxelles - I tempi "sono maturi" e il price cap, seppur in una versione molto soft, può vedere la luce. Ursula von der Leyen, dopo mesi di incertezze, sigilla il nuovo piano della Commissione sull'energia e imprime una svolta alla strategia di Bruxelles sul gas: più vincoli agli Stati membri e alla volatilità dei prezzi, più solidarietà in caso di carenze delle forniture e la prospettiva di un indice di riferimento che faccia da contraltare al tanto criticato Ttf. Ma la partita non è chiusa, sul price cap dinamico i 'falchi' del Nord non cedono. E la prospettiva di un nuovo scontro al vertice europeo del 20 e 21 ottobre è dietro l'angolo. E' stata la presidente della Commissione, nella conferenza stampa organizzata dopo l'ok al piano del collegio dei commissari, a seminare prudenza: Palazzo Berlaymont, ha spiegato, attenderà prima che al Consiglio europeo ci sarà un accordo di principio sul cap e poi entrerà nel dettaglio della misura.

La presidente della Commissione ha spiegato che, al momento, gli stock di gas nell'Ue sono al 92%. "I flussi da Mosca sono ridotti dei 2/3, siamo preparati per l'inverno", ha assicurato rispondendo poi a chi - come ha fatto anche Mario Draghi al summit di Praga - ha accusato la Commissione di eccessiva lentezza di reazione. "Avevamo proposto un tetto del gas a marzo ma c'era reticenza tra gli Stati. E in primavera non eravamo pronti", ha ricordato.

Ecco i sette capisaldi della strategia Ue contro il caro energia:

  • ACQUISTI COMUNI - La nuova piattaforma Ue per l'acquisto congiunto di gas dovrà coordinare il riempimento degli stock e prevede una partecipazione obbligatoria dei Paesi membri per almeno il 15% del volume. Sarà centrale per accaparrarsi forniture di gas competitive a livello mondiale e scongiurare una gara tra i governi sul mercato. Anche l'industria è invitata a prendervi parte.
  • TTF - L'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione tra i regolatori energetici (Acer) sarà incaricata di sviluppare un nuovo indice di riferimento per il prezzo del gas naturale liquefatto (Gnl), alternativo al Title Transfer di Amsterdam (Ttf). Dovrebbe essere operativo in tempo per la prossima stagione di riempimento degli stock, all'inizio del 2023.
  • PRICE CAP - Il punto di caduta tra le diverse visioni dei Paesi membri è - per il momento - un meccanismo di correzione del mercato dinamico e temporaneo per prevenire picchi estremi sui mercati spot Ttf. Se attivato, il tetto potrà restare in vigore per un periodo non superiore ai tre mesi. Ancora massimo il riserbo su chi supervisionerà l'attuazione della forchetta e sui suoi estremi. Un price cap potrà intervenire anche per limitare la volatilità dei prezzi infra-quotidiani.
  • FINANZIAMENTI - I Paesi potranno dirottare i fondi di coesione della programmazione 2014-2020 non ancora impegnati, fino a un massimo di 40 miliardi, per la crisi energetica e il caro bollette.
  • TAGLIO DEI CONSUMI - L'obiettivo già concordato nel piano RePowerEu del taglio del 15% del gas dovrebbe diventare obbligatorio tramite l'attivazione dello stato di allerta Ue, se le circostanze lo richiederanno. Non è escluso che il target venga rivisto al rialzo.
  • SOLIDARIETA' - Bruxelles prevede regole automatiche di solidarietà che si applicheranno quando non c'è un accordo bilaterale in atto tra i Paesi e di estendere l'obbligo di dare aiuto ai Paesi non collegati con gli impianti di Gnl.
  • AIUTI DI STATO - L'aggiornamento del quadro temporaneo di crisi darà maggiori opportunità ai governi per sostenere le loro imprese.

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