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Mazda porta il drifting a Monza in uno show con la MX-5

Mazda, in occasione della seconda giornata del Milano Monza Motor Show, ha organizzato una esibizione di drifting all’Autodromo di Monza con due diverse versioni della MX-5 guidate dal team Aereus di Filippo Pirini, campione di drifting e vincitore del titolo di “Rookie of the Year” nel 2011.L’evento si è svolto nella cornice dello storico circuito

Mazda, in occasione della seconda giornata del Milano Monza Motor Show, ha organizzato una esibizione di drifting all'Autodromo di Monza con due diverse versioni della MX-5 guidate dal team Aereus di Filippo Pirini, campione di drifting e vincitore del titolo di "Rookie of the Year" nel 2011.
L'evento si è svolto nella cornice dello storico circuito italiano, dove i giornalisti e le redazioni delle più grandi case automobilistiche hanno potuto assistere a uno spettacolo unico, interpretato dai due piloti professionisti Marco Bonfatti e Luca Fuschini, alla guida delle due MX-5 in pista, una ND di serie 2.0 da 184 CV in Soul Red Crystal e una NC in versione speciale da 700 CV con una particolare livrea opale.
Il drifting, che condivide con Mazda le stesse radici giapponesi, è una disciplina per sole auto a trazione posteriore, come la MX-5, e consiste nell'abilità di controllare l'auto in sovrasterzo. A differenza della maggior parte delle competizioni automobilistiche, nel drifting è il talento del pilota a fare la differenza mentre la velocità assume un aspetto secondario. Infatti i due giovani piloti non si sono risparmiati, spalleggiandosi in uno spettacolo portiera contro portiera, a colpi di sbandate e testacoda.
"Ho scelto la MX-5 per i miei piloti perchè è un connubio di design e tecnica. Grazie al suo telaio e all'handling estremamente sofisticato, riesce a suscitare un'esperienza di guida unica: la vettura fa quello che vuoi. E' questo il famoso Jinba Ittai, il perfetto legame tra cavallo e cavaliere, auto e pilota", ha affermato Pirini. "Mio nonno, che collezionava auto da corsa, me le faceva pulire con la pelle di daino in ogni singolo particolare e ancora ricordo la mia mano passare sulle loro linee sinuose. La stessa sensazione l'ho ritrovata, da grande, sulla mia prima MX-5, sembravano delle onde. Quando l'ho guidata poi ho provato la stessa emozione ed è stato amore a prima vista", conclude il campione. L'iconica roadster giapponese conferma di essere non solo un'auto dal design raffinato ma anche un'auto sportiva divertente e dal piacere di guida unico, come dimostrato in pista in occasione del MIMO 2021.
(ITALPRESS).

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