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Sono 94 i casi di Febbre del Nilo, le regioni del Nord le più colpite

ROMA (ITALPRESS) – La sorveglianza epidemiologica umana e veterinaria condotta nei primi mesi della stagione vettoriale, ha evidenziato una sostenuta circolazione di West Nile virus (WNV) – Febbre del Nilo – in alcune regioni, soprattutto del Nord Italia. Lo rende noto il ministero della Salute. Al 2 agosto, è stato registrato un totale di 94

ROMA (ITALPRESS) - La sorveglianza epidemiologica umana e veterinaria condotta nei primi mesi della stagione vettoriale, ha evidenziato una sostenuta circolazione di West Nile virus (WNV) - Febbre del Nilo - in alcune regioni, soprattutto del Nord Italia. Lo rende noto il ministero della Salute. Al 2 agosto, è stato registrato un totale di 94 casi d'infezione (tra cui 55 casi di infezione neuro-invasiva, 19 casi in donatori di sangue, 19 casi di febbre e 1 caso sintomatico) con 7 decessi. La sorveglianza entomologica e veterinaria ha confermato la presenza del West Nile virus (WNV) in 100 pool di zanzare, 15 uccelli appartenenti a specie bersaglio e 10 uccelli selvatici rinvenuti nell'ambito della sorveglianza passiva. Sono stati inoltre segnalati quattro cavalli con sintomatologia clinica riconducibile all'infezione con il WNV. Nessun caso di Usutu virus (USUV) è stato registrato nell'uomo, ma il genoma virale è stato rilevato in 33 pool di zanzare e 4 uccelli. Attualmente le regioni in cui è stata confermata la circolazione del WNV sono Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Lombardia, Sardegna e Friuli Venezia Giulia. La circolazione dell'USUV invece ha interessato finora le Marche, la Lombardia, l'Umbria, l'Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, il Lazio e il Veneto. A causa delle attuali condizioni climatiche favorenti la proliferazione del vettore (zanzare appartenenti al genere Culex), e la conseguente circolazione virale tra l'avifauna selvatica, serbatoio naturale del virus, e i mammiferi, uomo incluso, la stagione epidemica 2022 mostra un andamento peculiare rispetto alle stagioni vettoriali del triennio precedente, con un inizio precoce della circolazione virale, un maggior numero di positività confermate nell'avifauna sorvegliata e nei pool di zanzare e un aumento del numero dei casi umani.
(ITALPRESS).

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