Domenica, 15 Dicembre 2019
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Ricostruita l'origine del più temuto dei superbatteri

Scienza Tecnica
Immagine al microscopio elettronico del ceppo del batterioi stafilococco aureo chiamato USA300 (fonte: NIAID)
© ANSA

Ricostruite le origini del più temuto dei superbatteri resistenti agli antibiotici, lo stafilococco aureo. L'analisi del suo Dna ha permesso di inseguirlo indietro nel tempo fino all'800 e di individuare quando e dove è diventato così pericoloso. Pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), il risultato si deve ai ricercatori guidati da Frieder Schaumburg e Alexander Mellmanna, dell'università tedesca di Münster.

Individuare l'origine dei superbatteri è importante per studiare diffusione e frequenza delle malattie ad essi associati, al fine di prevenire e controllare i potenziali focolai. I ricercatori si sono concentrati su un particolare ceppo di stafilococco aureo, chiamato USA300, che ha iniziato a diffondersi negli Stati Uniti circa 17 anni fa, e che è responsabile di infezioni molto aggressive, come una particolare forma di polmonite.

Per studiare la storia evolutiva di questo batterio, è stata analizzata la mappa del Dna di 224 ceppi di stafilococco aureo isolati negli Stati Uniti, Sud America, Australia, Europa, Caraibi e Africa, nel periodo compreso tra il 1957 e il 2013.
L'analisi ha dimostrato che il superbatterio si è evoluto da un antenato meno pericoloso e meno resistente che circolava nell'Europa centrale, in particolare in Danimarca, circa 160 anni fa. Da qui, il ceppo è stato 'esportato' in Nord America all'inizio del '900 insieme agli individui che emigravano dall'Europa agli Stati Uniti per sfuggire a crisi economica, guerre e persecuzioni politiche. Proprio al di là dell'Atlantico il batterio ha acquisito la resistenza agli antibiotici e si è diffuso a livello globale, dal Sud America, all'Europa fino all'Asia e di recente anche in Africa

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