Lunedì, 18 Novembre 2019
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Nei fondali dell'Atlantico i segreti del clima in Europa

Scienza Tecnica
Fioriture di plancton nell'oceano Atlantico. I resti fossili di questi microrganismi vegetali hanno permesso di ricostruire 3.000 anni di storia del clima in Europa (fonte: NASA)
© ANSA

I fondali dell'Oceano Atlantico raccontano la storia del clima in Europa negli ultimi 3.000 anni. I risultati delle analisi, pubblicati sulla rivista Nature Communications, mostrano che all'epoca degli antichi Romani il clima era più mite al punto che Inghilterra e Galles erano ricchi di vigneti. Il Medioevo, invece, fu caratterizzato da un clima rigido, che portò carestie nel Vecchio Continente e favorì la diffusione di epidemie.

Lo studio, condotto dal gruppo dell'Università britannica di Cardiff coordinato da Paola Moffa-Sanchez, è basato sulle analisi dei resti fossili di minuscoli organismi acquatici, animali e vegetali, che compongono il plancton, alla base della catena alimentare marina. Dopo la morte di questi organismi, infatti, i loro gusci mineralizzati si depositano sui fondali, accumulandosi nei millenni, portando così in dote preziose informazioni sulla storia climatica delle epoche in cui hanno vissuto. Riportandoli alla luce i ricercatori hanno potuto compiere un viaggio indietro nel tempo e capire com'è cambiato il clima in Europa negli ultimi 3 millenni.

I climatologi di Cardiff hanno in particolare dimostrato che "la circolazione delle acque nel Nord Atlantico ha avuto un profondo impatto sul clima dell'intero Continente". Ne è un esempio la 'Piccola era glaciale', che ha investito l'Europa tra il 1.350 e il 1.850, facendo più volte congelare le acque del Tamigi, come mostrano alcuni dipinti dell'epoca. Secondo quanto emerge dalla ricerca, questo fenomeno si è verificato perché nei periodi più freddi le acque gelide dell'Artico hanno alterato la circolazione oceanica nell'Atlantico, provocando un rallentamento delle correnti calde che rendevano il clima europeo più mite. 

Lo studio dimostra che sulla Terra il clima è cambiato molte volte per meccanismi naturali, ma "questo non sminuisce il ruolo dell'uomo, il cui impatto sul clima è ormai evidente", ha rilevato Carlo Barbante, direttore dell'Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e climatologo dell'Università Ca' Foscari di Venezia. "Le variazioni naturali, come dimostra lo studio sui cambiamenti climatici in Europa, sono state di pochi decimi di grado in periodi molto lunghi, ad esempio di 400 anni. Invece, l'impatto dell'uomo sul clima di oggi - ha aggiunto - è molto più imponente, con un aumento delle temperature di circa un grado in appena qualche decina di anni".

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