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I T-Rex nani non esistevano, i fossili ritrovati erano di esemplari giovani

dinosauri, paleontologia, Scienza Tecnica
Il T-Rex nel film Jurassic Park

I tirannosauri nani non esistono: è questa la conclusione a cui è giunto un gruppo di paleontologi americani, guidato dall’Università dell’Oklahoma, dopo aver esaminato le piccole ossa fossili di due discussi esemplari (poco più alti di un cavallo da tiro) conservati al Burpee Museum of Natural History dell’Illinois. Jane e Petey, questi i loro nomi, non appartenevano a un nuovo genere di dinosauro pigmeo (Nanotyrannus) come era stato inizialmente ipotizzato: in realtà erano due T-rex adolescenti agili e snelli, che non avevano ancora completato lo sviluppo che li avrebbe portati ad essere adulti lenti e sgraziati.

A indicarlo sono i risultati delle analisi pubblicati sulla rivista Science Advances. Tra gli autori dello studio c'è anche Jack Horner, il paleontologo noto per essere stato prima ispiratore del romanzo 'Jurassic Park' e poi consulente del regista Steven Spielberg. «Storicamente, molti musei tendono a collezionare i fossili più grandi e impressionanti per mostrarli al pubblico, ignorando quelli più piccoli: il problema è che questi ultimi potrebbero appartenere a esemplari più giovani», spiega la paleontologa Holly Woodward che ha coordinato lo studio. «E' per questo che per molto tempo abbiamo avuto grosse lacune nella comprensione della crescita dei dinosauri, e i T-rex non hanno fatto eccezione».

Analizzando la microstruttura delle ossa di Jane e Petey, i ricercatori hanno scoperto che i giovani T-rex crescevano con la stessa velocità dei moderni animali a sangue caldo, quali mammiferi e uccelli. Avrebbero impiegato circa 20 anni per raggiungere l’età adulta, vivendo i mutamenti più importanti negli ultimi anni dell’adolescenza. Jane e Petey, infatti, erano ancora agili e snelli, molto diversi dai loro genitori: dovevano avere rispettivamente 13 e 15 anni, stando al conto degli anelli di accrescimento delle loro ossa, simili a quelli degli alberi. La spaziatura tra gli anelli osservata in Jane, Petey e anche altri esemplari più grandi è irregolare e suggerisce che il T-rex potesse accelerare o rallentare la crescita in base alla disponibilità di cibo.

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