Lunedì, 14 Giugno 2021
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Produrre meglio consumando meno, le sfide del sistema alimentare

ROMA (ITALPRESS) – “Serve un sistema alimentare più equilibrato. Dobbiamo avere l’ambizione, la responsabilità e il coraggio di disegnare insieme un nuovo modello che declini concretamente questo concetto: produrre meglio, consumando meno”. Così il vice direttore generale della Fao, Maurizio Martina, ha aperto i lavori del 1° Agrifood Forum di Rinnovabili.it, conferenza digitale dedicata all’agricoltura

ROMA (ITALPRESS) - "Serve un sistema alimentare più equilibrato. Dobbiamo avere l'ambizione, la responsabilità e il coraggio di disegnare insieme un nuovo modello che declini concretamente questo concetto: produrre meglio, consumando meno". Così il vice direttore generale della Fao, Maurizio Martina, ha aperto i lavori del 1° Agrifood Forum di Rinnovabili.it, conferenza digitale dedicata all'agricoltura e all'alimentazione sostenibili. "Penso che il 2021 sia cruciale per le grandi sfide di sostenibilità che abbiamo davanti, e l'Italia è baricentrica in questo momento. I tre aspetti della crisi attuale, quello sanitario, economico-sociale e climatico-ambientale, hanno come epicentro la tenuta dei sistemi alimentari e agricoli e la loro capacità di riorganizzarsi in funzione di queste sfide", ha aggiunto Martina. Sui passi concreti che l'Italia deve compiere per raggiungere questi obiettivi si è concentrato l'intervento del ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli. "Spesso l'Italia ha fissato obiettivi, ma senza dare alle aziende strumenti per raggiungerli. Oggi li abbiamo: in parte grazie alla nuova Pac post 2020, in parte grazie alla chance aperta dalla risposta alla pandemia. Dobbiamo fronteggiare una mancanza di sovranità alimentare, migliorare la gestione dell'acqua che è un tema non più procrastinabile, distribuire il valore aggiunto nella filiera e in modo corretto anche attraverso i contratti di filiera". L'approccio inclusivo va allargato alla fase di sviluppo di una maggiore capacità produttiva dei sistemi agricoli. "Oggi ci viene chiesto di produrre sempre di più, preservando le risorse naturali. Come possiamo farlo? Dando servizi ecosistemici per il progresso della società - ha puntualizzato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura - Ci sarà dibattito in futuro tra cibo sintetico e cibo naturale. Dobbiamo proteggere il Made in Italy: così, intorno all'agricoltura potremo costruire un comparto trainante dell'economia". Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, ha ricordato che "vinceremo la sfida della transizione ecologica, se la gente non la percepisce anche come una liberazione. La tutela dell'agricoltura italiana significa territorio, comunità, bellezza. Serve una difesa della nostra identità, incrociata con l'innovazione".
"Le biotecnologie rappresentano un potenziale enorme di sviluppo per l'agricoltura, soprattutto oggi perchè abbiamo le nuove tecniche di genome-editing - ha osservato Massimo Iannetta, responsabile Divisione Biotecnologie e Agroindustria di Enea - Centrale è anche il tema della chiusura dei cicli. Su questo punto abbiamo attivato una piattaforma di stakeholder, IGEST, con l'obiettivo di fare innovazione non solo tecnologica ma anche di governance, verso nuovi modelli di sviluppo per creare nuovo valore aggiunto all'interno delle filiere".
La torsione verde dell'agricoltura passa anche da un rapporto diverso con l'energia. Per Giovanni Tula, responsabile Sostenibilità di Enel Green Power, è possibile una condizione win-win se si individua un nuovo modello ottimale di gestione integrata. "I benefici dell'agrivoltaico possono essere sia ambientali che sociali. A questo si può arrivare se sviluppiamo nuove competenze che oggi non esistono: ad esempio possiamo immaginare un operatore agro-solare, che è impegnato sia nella parte agricola tradizionale ma anche in parte degli interventi di ordinaria amministrazione sull'impianto".
(ITALPRESS).

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