Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Covid, Draghi: affrontare il 2022 con realismo, fiducia e unità. Basta chiusure, la scuola va protetta

«Bisogna affrontare il 2022 con realismo, fiducia e unità». Lo dice il premier Mario Draghi nella conferenza stampa convocata per illustrare le nuove misure anti-Covid prese in Consiglio dei ministri la scorsa settimana. «Vogliamo essere cauti» ma anche minimizzare gli effetti della pandemia sui ragazzi» e i risvolti «dal punto di vista economico e sociale». «Non risponderò ad alcuna domanda sul Quirinale», ha precisato il presidente del Consiglio.

«La scuola - ha proseguito il premier - è fondamentale per la democrazia va tutelata, protetta, non abbandonata. Grazie» al ministro, gli insegnanti, i genitori, «per gli sforzi di oggi e delle prossime settimane e mesi». «Non dobbiamo ma perdere di vista una costatazione, gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Quindi c'è l’ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose».

Draghi: l'obbligo del vaccino per over 50 sulla base dei dati

«Il motivo» dell’obbligo di vaccino per gli over 50 «è stato quello di concentrare il provvedimento sulle classi di età che occupano massimamente le terapie intensive, tra questi i non vaccinati sono i due terzi». «I motivi sono il primo di proteggere la loro salute e il secondo proteggere la salute di noi tutti, perché con questa situazione ospedaliera anche gli altri che non hanno il Covid si trovano in situazioni molto difficili» se devono ricorrere a cure o ricoveri. «Il secondo motivo è quello dei colori delle regioni, perché il grado di costrizione sociale dipende proprio dai parametri che riguardano le terapie intensive ma più in generale l’ospedalizzazione. Tanto più riusciamo a ridurre la pressione dei non vaccinati sull'ospedalizzazione, tanto più possiamo essere liberi. Ma occorre la ragione scientifica alla base delle decisioni», ha affermato il presidente del Consiglio.

Draghi: non ha senso chiudere scuole e aperto tutto il resto

«Probabilmente - ha proseguito il pemier - ci sarà un aumento delle classi in Dad ma quello che va respinto è il ricorso generalizzato alla didattica a distanza». «Ci sono anche motivazioni di ordine pratico: ai ragazzi si chiede di stare a casa, poi fanno sport tutto il pomeriggio e vanno in pizzeria? Non ha senso chiudere la scuola prima di tutto il resto, ma se chiudiamo tutto torniamo all’anno scorso e non ci sono i motivi per farlo».  «Il governo ha la priorità che la scuola stia aperta in presenza: basta vedere gli effetti di disuguaglianza tra studenti, scolari della Dad lo scorso anno per convincersi che questo sistema scolastico che può essere necessario in caso di emergenze drammatiche provoca disuguaglianze destinate a restare tra chi ci sta di più e di meno, tra nord e sud e che si riflettono su tutta la vita lavorativa».

Bianchi: il 3,07% comuni ha disposto chiusure delle scuole

«Il 3,07% dei Comuni hanno disposto ordinanze di chiusura: una situazione che non è, quindi, dilagata». Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, nel corso della conferenza stampa con il premier Draghi.

«Abbiamo dato 92 milioni e 104 mila euro al Commissario Figliuolo - ha precisato il ministro dell’Istruzione - per effettuare a titolo gratuito tamponi nella scuola secondaria. Questo libera spazio per i bambini più piccoli in modo che tutte le attenzioni possano essere mirate su di loro».

Speranza: su 100mila abitanti 23,2 non vaccinati in intensiva

«Su 100mila persone 23,2 - è intervenuto il ministro della Salute, Roberto Speranza - che vanno in intensiva e sono i non vaccinati . Quando si va ai vaccinati con due dosi da più di 4 mesi, il dato passa da 23 a 1,5, quindi crolla clamorosamente e scende a 1 quando la vaccinazione avviene in ciclo primario entro 4 mesi e col booster si va a 0,9, secondo un grafico Iss. Se vogliamo ridurre la pressione sugli ospedali e salvare vite umane e se vogliamo favorire la ripartenza economica e sociale del paese la strada prioritaria è ridurre l’area dei non vaccinati. E questa è una scelta che ha piena evidenza scientifica».

Locatelli: con booster coperti da Omicron all'88%

«Con la variante Omicron - ha detto il coordinatore del Cts, Franco Locatelli - il booster copre per l’88% e per il 65% nel caso di ciclo primario, in base ai dati che ci arrivano dal Regno Unito».

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