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Verso i nuovi colori delle Regioni, ecco i possibili cambiamenti da questa domenica

La Calabria punta a diventare gialla la prossima settimana, gli sforzi della Sicilia per uscire dalla zona rossa

I dati già sono disponibili e, certamente, nessuna regione per la prossima settimana diventerà zona bianca. I requisiti sono chiari: un indice Rt inferiore a 1 e un'incidenza settimanale della malattia inferiore a 50 casi per 100mila abitanti nella settimana. Per due settimane, ogni regione, deve stare a un livello di rischio basso e dunque soltanto il monitoraggio in programma oggi fornirà il verdetto definitivo.

Quattro regioni italiane sono sotto quota 100 e l'unica che sembra in grado di avvicinarsi ai 50 casi settimanali è la Basilicata che, nel periodo compreso tra il 18 e il 24 gennaio ha fatto registrare una percentuale di 60,58 casi settimanali. Se questo trend continuerà la Basilicata potrebbe diventare zona bianca al prossimo monitoraggio.

C'è poi la Sardegna con 77,89 casi e, anche se ha un Rt inferiore a 1, è diventata arancione per avere il rischio calcolato sui 21 indicatori "alto" e quindi rimarrà tale almeno due settimane.

La terza regione con un'incidenza inferiore a 100 casi settimanali è la Toscana, con 80,62 casi per 100mila abitanti che si trova, attualmente, in zona gialla.

Infine c'è la Val d'Aosta, con 93,10 casi nella settimana appena conclusa, ma come la Sardegna, si tratta di una Regione in zona arancione e quindi non può al momento sperare nella bianca.

Zona gialla

In area gialla ci sono invece Campania, Basilicata, Molise, Provincia autonoma di Trento, Toscana. Ma ci sono altre tre Regioni che, a partire, dalla prossima settimana potrebbero già cambiare colore e passare da zona arancione a zona gialla.

Zona arancione

In area arancione, in questo momento, ci sono Lombardia (passata da rossa ad arancione lo scorso 23 gennaio) e Sardegna. "Arancioni" sono anche altri territori: Emilia Romagna, Veneto, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. Anche la Calabria è stata confermata zona arancione, ma proprio assieme a Emilia Romagna e Veneto, dalla prossima domenica potrebbe essere decretata zona gialla.

Zona rossa

Infine, in area rossa, restano solo Provincia Autonoma di Bolzano e Sicilia. Con quest'ultima che inizialmente era stata classificata come zona arancione, ma ha chiesto di diventare zona rossa. Sull'isola il numero di contagi ha iniziato a diminuire, il presidente della Regione Nello Musumeci ha lanciato un appello ai cittadini e chiamato a raccolta i prefetti siciliani per intensificare i controlli.

"Questa - ha detto - sarà una settimana decisiva per uscire dalla zona rossa". Già da oggi con il monitoraggio dell'Istituto Superiore della Sanità e poi con l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, la Sicilia potrebbe passare a zona arancione.

Zona rosso scuro UE

Intanto, sono tre le regioni, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano, a rischio di essere mappate dall’Ue come zone rosso scuro e quindi essere sottoposte all’obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell’Ue. Si tratta di Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna. E’ quanto risulta dagli ultimi dati pubblicati dall’Ecdc relativi al numero cumulativo di casi ogni 100 mila abitanti negli ultimi 14 giorni. L’Ue ha deciso che quando questo valore supera i cinquecento viene indicata l’area come zona rosso scuro. Al 21 gennaio la provincia di Bolzano risultava con 696 casi cumulativi ogni 100 mila abitanti negli ultimi 14 giorni, il Veneto con 656, il Friuli 768 e l’Emilia Romagna 528.

 

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