Domenica, 20 Ottobre 2019
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DOPO L'INCIDENTE

Aereo caduto in Etiopia, l'Italia ferma i Boeing 737 Max-8

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Un Boeing 737 Max della Ethiopian Airlines, come quello precipitato

L'Italia ha deciso lo stop operativo dei Boeing 737 Max-8. L'Enac, secondo quanto si apprende, ha disposto lo stop operativo dei B737 dalle 21 di stasera. La stessa decisione era stata presa nel corso della giornata da Gran Bretagna, Germania, Francia, Irlanda e poi molti altri Paesi fuori dai confini europei fermano i Boeing 737 Max 8 dopo il disastro aereo della Ethiopian Airlines.

L’Agenzia per la sicurezza del trasporto aereo dell’Unione europea (Easa), in serata ha deciso di  sospendere tutti i voli del Boeing 737-8 Max e 737-9 Max in Europa.

«Dalle 21 di oggi, 12 marzo 2019, visto il perdurare della mancanza di informazioni certe in merito alla dinamica dell'incidente della Ethiopian Airlines avvenuto domenica 10 marzo e che ha coinvolto un velivolo Boeing 737 Max 8 e del precedente incidente di ottobre in Indonesia, l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, per motivi precauzionali, ha disposto la chiusura dello spazio aereo italiano a tutti i voli commerciali operati con aeromobili di questo tipo». Lo si legge in una nota dell'Enac.

«In accordo con quanto in corso in Europa, gli aeromobili di questo modello non possono più operare da e per gli aeroporti nazionali fino a nuove comunicazioni», precisa l'Enac, ricordando che tutti i velivoli Boeing, e quindi anche i Boeing 737 Max 8, sono certificati dalla FAA - Federal Aviation Administration, Ente americano per l'aviazione civile. Le certificazioni degli aeromobili che operano nelle flotte europee sono convalidate dall'EASA. L'Enac continuerà a seguire l'evolversi della situazione in contatto con l'Agenzia europea per la sicurezza aerea.

Aereo caduto in Etiopia, a bordo del Boeing 737 - Foto

L'Ente, inoltre, prosegue la nota, invita le compagnie aeree operative da e per gli aeroporti nazionali e che utilizzano tali velivoli, a riprogrammare i voli cercando di ridurre al minimo i disservizi per i passeggeri, fornendo tutte le informazioni necessarie nel rispetto dei regolamenti comunitari di riferimento. Sull'aereo precipitato volavano 157 persone, fra cui otto italiani: a bordo anche Sebastiano Tusa, archeologo subacqueo di fama internazionale e assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana.

La prima comunicazione di oggi è arrivata dalla Civil Aviation Authority (CAA) britannica, ricordando che lo stesso hanno già fatto le autorità di Australia, Singapore, Cina, Indonesia e Malaysia. E anche l'agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) sarebbe pronta a seguire la Gran Bretagna e a bloccare tutti i voli dei Boeing 737 Max 8, dopo il disastro aereo della Ethiopian Airlines. Lo riferisce Bloomberg. Subito dopo decisioni analoghe sono arrivate anche anche dalla Germania, dalla Francia, dall'Irlanda e dalla Francia. E poi da Singapore, Australia, Argentina.

Da parte sua Boeing ha affermato che procederà ad un aggiornamento del software dell'intera flotta dei 737 Max 8. L'annuncio poche ore dopo che Fedaral Aviation Administration statunitense era intenzionata a chiedere alcuni cambiamenti riguardanti l'aereo in questione entro aprile.

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