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Manovra, pensioni minime senza aumenti ma c'è il reddito di cittadinanza

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Matteo Renzi durante l'esame della legge di bilancio nell'aula di Palazzo Madama

Manovra cenerentola. Voto notturno, o slittamento a domani, in Senato per la manovra made in Bruxelles, cioè modificata dopo il negoziato con la Commissione europea. Superato il voto a Palazzo Madama la manovra resterà comunque "appesa" all’albero di Natale della Camera.

L’Assemblea di Montecitorio infatti la discuterà giovedì 27 e venerdì 28 dicembre. Il lavoro della commissione Bilancio si svolgerà invece sabato 22 e domenica 23. Dall’Iva alle pensioni d’oro, dalle buche della Capitale alle concessioni balneari queste le particolarità delle misure cardine del documento finanziario. Iva.

Nessun aumento, ma solo per il 2019, perché per il prossimo anno la manovra blocca le clausole di salvaguardia da 12,4 miliardi ereditate dalla legge di bilancio precedente, e di conseguenza evita aumenti dal 1° gennaio. Per far tornare i conti, però, la stessa manovra carica 51,9 miliardi di Iva aggiuntiva sul 2020 e 2021. Pensioni d’oro. Confermato il taglio.

La manovra prevede un contributo di solidarietà fra il 15 e il 40% per le quote di pensione sopra 100mila euro lordi all’anno. Ma i profili di rischio di incostituzionalità non sono pochi, perchè la tagliola non fa differenze fra le somme calcolate con il metodo contributivo e quelle col sistema retributivo.

Aumento pensioni minime e di invalidità. Nella legge di bilancio non è previsto. C'è il fondo destinato al reddito di cittadinanza che nelle intenzioni del governo servirà anche a finanziare l’aumento delle pensioni più basse. A passare ai fatti, però, dovrà essere un decreto successivo. Stessa cosa per l'aumento delle pensioni di invalidità.

Reddito di cittadinanza. E’ previsto solo in parte. Nella manovra ci sono i fondi, anche se tagliati a 7,1 miliardi, ma bisogna approvare le regole dell’attuazione. Il decreto legge, così come quello per quota, arriverà probabilmente ai primi di gennaio, mentre la partenza effettiva è prevista il 1° aprile, con una platea potenziale di 5 milioni di beneficiari.

Quota 100. In parte, perché il fondo per quota 100, sul 2019, è sceso a 4 miliardi per il 2018, grazie al fatto che una serie di finestre e disincentivi frenerà le uscite effettive. Le regole di quota 100, in ogni caso, devono ancora essere scritte in un decreto legge. Indennizzi risparmiatori truffati. Confermato il miliardo e 500 milioni di euro stanziati per gli indennizzi a favore dei truffati dalle banche.

Esclusione Bolkestein. Solo in parte perché l’ultima versione degli emendamenti esclude esplicitamente dalla direttiva Ue che obbliga la messa a gara delle concessioni solo i venditori ambulanti. Per i balneari c'è invece una proroga del quadro attuale da 5 anni a 15 anni, con il periodo più lungo riservato però a chi ha subito danni nelle ultime emergenze maltempo. Va ricordato che nel 2016 una sentenza della Corte di Giustizia Ue ha dichiarato illegittimo il meccanismo tutto italiano delle proroghe automatiche.

Abolizione del Sistri per le imprese. Confermata. Il decreto semplificazioni abolisce dal 1° gennaio 2019 il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali, Sistri, prevedendo comunque un meccanismo alternativo che dovrà essere messo a punto e gestito direttamente dal ministero dell’Ambiente. Nel frattempo le imprese dovranno rispettare i vecchi adempimenti cartacei.

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