Mercoledì, 16 Ottobre 2019
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M5S-PD

Trattativa sul governo, dopo lo scontro M5s-Pd arriva il chiarimento di Palazzo Chigi

AGGIORNAMENTO DELLE 20,12 - «Il nostro capo politico è Luigi Di Maio e si parla con lui, ora stiamo andando a confrontarci con lui». Così i due capigruppo M5s Patuanelli e D’Uva alle telecamere, al termine dell’incontro con i dem.

AGGIORNAMENTO DELLE 20,11 - «Abbiamo approfondito i punti per una base comune programmatica e li approfondiremo ancora nelle prossime ore. Il lavoro continua in maniera profittevole». L'hanno detto il capogruppo del Pd Andrea Marcucci, la vicepresidente Paola De Micheli e Andrea Martella del Pd al termine dell’incontro con la delegazione M5s.

AGGIORNAMENTO DELLE 19,58 - "Abbiamo lavorato in buon clima, ci vedremo domani. Non abbiamo parlato di nomi». L’ha detto il capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato Stefano Patuanelli al termine del secondo incontro tra la delegazione Pd e 5stelle che si è appena conclusa a Montecitorio.

AGGIORNAMENTO DELLE 19,51 - «È stata una riunione serena, abbiamo approfondito i punti per una base comune programmatica». L’hanno detto i capigruppo del Pd in Parlamento Graziano Delrio e Andrea Marcucci e la vicesegretaria del partito Paola de Micheli al termine dell’incontro fra le delegazioni Pd e M5s che si è svolto in una sala di Montecitorio. «Non era questo il tavolo» . Lo ha detto il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci a chi gli chiedeva se al tavolo con il M5s sia stato affrontato il nodo degli incarichi di governo.

AGGIORNAMENTO DELLE 19,28 - «Difficile esprimere un giudizio ora,siamo interessati a capire qual'è il programma e la squadra di governo perchè sono le persone che fanno la differenza». Lo ha detto Alessandro Fusacchia, rappresentante della componente "+Europa-Centro Democratico» al termine della consultazioni con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

AGGIORNAMENTO DELLE 19,03 - «Non sosterremo il governo che potrebbe nascere, i quattro esponenti di Noi con l’Italia-Usei non daremo la fiducia a un governo M5s-Pd». Lo ha detto Maurizio Lupi al termine delle consultazioni. «Siamo difronte al teatro dell’assurdo, sarà governo di sinistra che non ha la maggioranza nel paese anche se è legittimo. Faremo una opposizione seria e reposabile, non convocheremo la piazza».

AGGIORNAMENTO DELLE 19,01 - Le minoranze linguistiche «si asterranno nel momento della formazione del governo sulla fiducia e valuteranno poi caso per caso». Lo dice il capogruppo del Misto alla Camera Manfred Schulian.

AGGIORNAMENTO DELLE 19,00 - «Siamo assolutamente favorevoli alla nascita di questo governo se rispetta perimetro europeo e filoatlantista» con una attenzione alla sostenibilità finanziaria del Paese. «Valuteremo il programma che ci verrà presentato». Lo ha detto Beatrice Lorenzin, leader di Civica popolare, al termine delle consultazioni.

AGGIORNAMENTO DELLE 18,41 - «Abbiamo confermato la disponibilità di Leu a verificare la possibilità di dare vita a un governo di
svolta di cui il Paese ha bisogno senza veti o pregiudiziali sui nomi: non serve un risiko di poltrone». Lo dice Loredana De Petris di Leu al termine della consultazione al Quirinale. «Abbiamo espresso preoccupazione per l’incertezza in cui ci si trova con la congiuntura economica difficile e rischiosa. Lanecessaria discontinuità si vede non dai nomi ma dai programmi e dalle scelte politiche su temi determinanti come ambiente, temi sociali e diritti civili», ha concluso.

AGGIORNAMENTO DELLE 18,16 - «Luigi in primis e tutto il M5S stanno lavorando per il bene del Paese. Accordarsi col Pd?
Certo che non è semplice e ve lo dice chi ha condotto in prima linea la battaglia per salvare la Costituzione dall’attacco di Renzi. Ma oggi la situazione è diversa». Lo scrive il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli su facebook. «Siamo di fronte a un bivio. Da una parte - spiega - c'è il rischio dell’abisso per l’Italia, con l’aumento dell’Iva nel breve termine e un governo con Berlusconi di nuovo protagonista, magari addirittura nella veste di presidente della Repubblica nel medio termine.  Dall’altra parte c'è la possibilità di scrivere a quattro mani un accordo con il Pd di Zingaretti, in cui le parti, pur radicalmente diverse, possano vincolarsi ai punti in esso contemplati. Punti che il M5S, per voce di Luigi, ha ben descritto dopo il primo giro di consultazioni. Punti su cui il Pd - sottolinea Toninelli - si deve ancora esprimere con piena chiarezza».

AGGIORNAMENTO DELLE 18,14 - É cominciato ora a Montecitorio l'incontro tra le delegazioni M5S e Pd per lavorare sui temi di un accordo di governo. Alla riunione partecipano i capigruppo alla Camera e al Senato dei due schieramenti, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli per il M5s e Graziano Delrio é Andrea Marcucci per i dem. Con loro i vicepresidenti dei gruppi M5s Francesco Silvestri e Gianluca Perilli e la vicesegretario del Pd Paola De Micheli e il coordinatore della segreteria Andrea Martella.

AGGIORNAMENTO DELLE 18,13 - «Non abbiamo veti nei confronti di nessuno. Siamo qui per parlare d programma». Così il capogruppo del PD al Senato Andrea Marcucci. «Per noi è meglio un vice premier unico», ha aggiunto. Ai cronisti che gli chiedevano una conferma di quanto detto all’uscita del Nazareno, ovvero che valuta come «impossibile» lo schema Giuseppe Conte premier e Luigi Di Maio vice, il presidente dei senatori dem ha risposto: «Me lo avete estorto».

AGGIORNAMENTO DELLE 18,09 - «Sì, direi di poterlo confermare». Così il capogruppo PD al Senato Andrea Marcucci a chi gli chiedeva se Nicola Zingaretti starà fuori dall’esecutivo M5S-PD.

AGGIORNAMENTO DELLE 18,08 - Diversi contatti per sciogliere i nodi politici sul tavolo tra il presidente del Consiglio dimissionario, Giuseppe Conte, e il segretario Pd, Nicola Zingaretti, sarebbero all’origine dello sblocco della trattativa tra Pd e M5s. Lo riferiscono fonti del Pd.

AGGIORNAMENTO DELLE 17,41 - «Nessun veto da parte di nessuno e sugli assetti si vedrà non è un problema «. Lo dice Il
capogruppo alla Camera del Pd Graziano Delrio arrivando alla Camera per la riunione delle delegazioni Pd e M5s.

AGGIORNAMENTO DELLE 17,38 - «Lo schema con Di Maio vicepremier non è possibile». Così Andrea Marcucci del Pd rispondendo ai
cronisti.

AGGIORNAMENTO DELLE 17,35 - Alle 18 è previsto un vertice tra i capigruppo M5s e Pd per iniziare a lavorare sulla redazione di un documento condiviso. Lo annuncia il Movimento 5 stelle.

AGGIORNAMENTO DELLE 17,33 - «Conte é stato indicato dai cinquestelle. È una personalità autorevole, terza, ma indicata dal M5S». Così Andrea Marcucci rispondendo ai cronisti mentre lasciava il Nazareno con Graziano Delrio per andare a incontrare alla Camera gli omologhi capogruppo M5S. «Finalmente ci occupiamo del programma, torniamo a occuparci dei problemi del Paese», ha detto Marcucci.

AGGIORNAMENTO DELLE 17,32 - Diversi contatti in giornata tra Giuseppe Conte e il segretario del Pd Nicola Zingaretti per fare
il punto della situazione.

AGGIORNAMENTO DELLE 16,30 - Luigi Di Maio continua a rivendicare per sé il ruolo di vicepremier. Lo affermano fonti parlamentari del Pd, secondo le quali «così però si riproporrebbe lo stesso schema che ha portato al fallimento del precedente governo». Le stesse fonti spiegano che, dopo aver fatto sapere di non volere il Viminale, il leader M5S invocherebbe per sé un ministero come la Difesa.

AGGIORNAMENTO DELLE 16,08 - Con il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, si avvia il secondo - e ultimo - giro di consultazioni. Il presidente Mattarella ha confermato il calendario diffuso ieri e non pare per ora molto intenzionato a concedere ulteriore tempo al termine di questo round, se i partiti non trovassero un accordo. La scadenza del varo della manovra si avvicina, infatti, e dilazionare ancora la crisi avrebbe un impatto negativo sull'avvio della sessione di bilancio. Ovviamente se, invece, i partiti raggiungessero un’intesa sul nome di un premier, questi avrebbe alcuni giorni di tempo per individuare la sua squadra e il suo programma prima di tornare al Colle per sciogliere la riserva, giurare e chiedere la fiducia alle Camere.

AGGIORNAMENTO DELLE 15,56 - «Bene la chiarezza fatta dalla presidenza del Consiglio circa le false indiscrezioni trapelate nelle ultime ore. Al contempo, accogliamo positivamente le parole di apertura di alcuni autorevoli esponenti del Partito Democratico sul ruolo del presidente Giuseppe Conte. Sì a un dialogo sul programma e sui temi. Il M5S vuole innanzitutto parlare di soluzioni per il Paese, in una fase che consideriamo delicatissima a seguito dell’apertura di una crisi che ci vede estranei a ogni responsabilità». Così in una nota il M5S.

AGGIORNAMENTO DELLE 15,53 - «Diciamo che sono più ottimista, la trattativa è ripartita». Lo ha detto il presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci, arrivando al Nazareno e rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se la trattativa Pd-M5s fosse ancora in piedi. (AGI)
Mol

AGGIORNAMENTO DELLE 15,23 - «In presenza del Presidente Conte, non è mai stata avanzata la richiesta del Viminale per Luigi Di Maio, né dal Movimento 5 Stelle né da Di Maio stesso». E’ quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

***

«Qualcuno prenda in mano la situazione», dice Graziano Delrio e il messaggio dal Pd sembra rivolto a Giuseppe Conte per sbloccare lo stallo che da stamani, con il 'diktat' di Luigi Di Maio, mette a forte rischio la trattativa con il M5S. «Colpa della sua ambizione», accusano i dem, secondo i quali vorrebbe essere ministro dell’Interno.

L'incontro che avrebbe dovuto tenersi alle 11 è saltato per volontà dei cinquestelle, «con una telefonata da Palazzo Chigi», sottolinea il Pd. «Se non dicono sì a Conte è inutile vedersi, sono stanco dei giochini», avrebbe detto Di Maio ai suoi. E ancora: «E' un momento delicato e chiediamo responsabilità ma la pazienza ha un limite. L’Italia non può aspettare, servono certezze».

In risposta i dem, accusando il M5S di non voler parlare di contenuti, non solo negano chiusure a Giuseppe Conte premier - «non c'è alcun veto», afferma ancora Delrio -, ma invitano l'avvocato a trattare in prima persona, magari al posto di Di Maio. Di qui l’appello del capogruppo alla Camera: «Qualcuno prenda in mano la situazione».

Un modo per far venire allo scoperto le reali intenzioni del capo M5s (se si muove solo per un posizionamento tattico o se pone un problema politico serio contro l’accordo) e capire se le sue mosse rappresentano essenzialmente una iniziativa personale o coinvolgono tutto il movimento.

Nicola Zingaretti e i suoi tengono contatti aperti a tutti i livelli con la controparte, ma il tempo stringe - alle 16 inizia il secondo giro di consultazioni -, i due potenziali partner di governo sono in calendario domani pomeriggio. Il Quirinale attende e ulteriori richieste di tempo non sembrano convincere Sergio Mattarella.

Questione nodale è diventata dunque il ruolo di Di Maio. Fonti M5S negano che abbia mai chiesto per sè il Viminale, ma il Pd stigmatizza «l'ambizione personale» del capo politico M5S, che sarebbe un ostacolo alla trattativa. Il Pd ha fissato la cabina di regia della crisi alle ore 16 e prima di quell'ora si attende un segnale dall’inquilino di Palazzo Chigi, un gesto che possa far capire nettamente ai dem che solo con lui si tratta. Intanto il capogruppo M5S alla Camera Francesco D’Uva lancia un primo segnale: «Che Conte non sia il punto è un grandissimo passo avanti, un’ottima notizia». «La trattativa non è saltata».

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