Domenica, 08 Dicembre 2019
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LA TRATTATIVA

Governo, a Palazzo Chigi riunione finale sul programma: resta il nodo sui sottosegretari

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Il deputato del Partito Democratico, Dario Stefano e il capogruppo PD alla Camera, Graziano Delrio, al loro arrivo a Palazzo Chigi

Dalle 9 a Palazzo Chigi la riunione del tavolo finale sul programma di governo con Giuseppe Conte. Alla riunione partecipano i capigruppo alla Camera ed al Senato di M5S, Partito democratico e Leu.

Il Pd è rappresentato al tavolo da Graziano Delrio e Dario Stefano; il M5S da Francesco D'Uva e Francesco Patuanelli; per Leu ci sono Loredana De Petris e Federico Fornaro.

E le luci, questa notte, sono rimaste accese a Palazzo Chigi e al Nazareno; segno di una trattativa che va a oltranza, superando di gran lunga la mezzanotte e coinvolgendo pontieri e leader di partito, oltre al premier incaricato. L'obiettivo, per Conte, quello di sciogliere la riserva entro la mattinata.

Non esclusi contatti anche tra i leader del Pd e del M5S, Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio, che dopo aver lasciato in tarda serata Palazzo Chigi torna, poco dopo, nella sede del governo con Vincenzo Spadafora, uno dei tessitori della trattativa con i Dem. Il primo nodo da sciogliere resta quello del sottosegretario alla presidenza al Consiglio.

Conte è determinato ad indicare un uomo di sua stretta fiducia (Roberto Chieppa, tra i profili più in vista) ma sarebbe in corso un braccio di ferro con il M5S, che vorrebbe un "suo" uomo a Palazzo Chigi: in pole ci sarebbe Riccardo Fraccaro, seguito a poca distanza da Spadafora.

Al Mef, invece, salgono le quotazioni dell'unico politico Dem rimasto in lizza, l'eurodeputato Roberto Gualtieri, presidente della commissione Bilancio a Strasburgo. Tra i tecnici in ambienti Dem vengono citati Giuseppe Pisauro e Salvatore Rossi. Un tecnico sarebbe diretto al Viminale (Luciana Lamorgese o Franco Gabrielli) mentre il "destino" dei due capi delegazione ha dei contorni più definiti: per Di Maio si prospetta il ministero degli Esteri mentre Dario Franceschini dovrebbe andare alla Difesa o alla Cultura.

I ministeri in bilico sono però diversi. Il Mise, innanzitutto, dove i Dem puntano su Paola De Micheli mentre tra il M5S si fa il nome di Laura Castelli e Stefano Patuanelli, inizialmente in pole per le Infrastrutture. Se il Mise andasse al M5S il Mit sarebbe di colore Dem e sarebbe guidato da De Micheli. Ballottaggio anche all'Istruzione, tra Gianni Cuperlo (Pd) e Nicola Morra (M5S).

In sospeso anche l'Ambiente, tra Sergio Costa (che sarebbe tra i confermati) e Rossella Muroni, in quota Leu. Conteso ancora sembra essere il ministero del Lavoro: in pole, nel Pd, il nome di Giuseppe Provenzano. Alla Giustizia Alfonso Bonafede va verso la conferma. Tra i possibili outsider dell'ultimo minuto si citano la sindacalista Cgil Serena Sorrentino e l'imprenditrice (nel settore dei sacchetti biodegradabili) Catia Bastioli.

E si tratta anche all'interno dei partiti. Ai renziani sarebbero stati proposti tre ministeri per Anna Ascani, Lorenzo Guerini e Teresa Bellanova ma Matteo Renzi starebbe insistendo su Ettore Rosato. E nel M5S cresce il pressing degli ortodossi: difficile che non guadagnino un ministero, magari rinfoltendo la compagine femminile dell'esecutivo giallo-rosso.

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