Venerdì, 05 Marzo 2021
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CONTE TER

Crisi di governo, spunta ipotesi "maggioranza Ursula". Al Senato nasce gruppo "Europeisti"

E, dunque, le consultazioni. Aperta ufficialmente dalle dimissioni di Giuseppe Conte, la crisi di governo entra nella fase in cui le questioni aleggiate nei rumors e retroscena atterranno altrettanto ufficialmente sul tavolo della "torre di controllo", il Quirinale. Partono oggi tre giorni di consultazioni per verificare, in tempi brevi, se esiste una maggioranza solida che possa dar vita a un governo coeso. In una crisi "al buio", come suol dirsi, sarà il Presidente della Repubblica a verificare con tutti i gruppi parlamentari - compreso quello nuovo di zecca formalizzatosi al Senato, a ora 10 componenti e potenziale "nocciolo duro" dei responsabili-costruttori - se è possibile raccogliere una maggioranza ampia e assoluta, con numeri solidi insomma, per dare vita a un governo coeso, in base a un programma condiviso e al nome di un premier.

Una situazione tanto delicata che anche la stesura del calendario delle consultazioni ha richiesto ore, per capire, per esempio, se il centrodestra intendesse presentarsi unito o diviso e se fosse nato appunto l’annunciato gruppo di centro autonomo.
Tra oggi - si apre, come d’uso, con i presidenti delle Camere - e venerdì pomeriggio (pausa la mattina, quando Mattarella assisterà all’inaugurazione in Cassazione dell’Anno giudiziario) al Colle dovrebbe arrivare la proposta di M5s, Pd e Leu di una conferma di Conte, che comporterebbe la cosiddetta "esplorazione" sulla fattibilità di un Conte ter. Se la strada fosse praticabile, il Capo dello Stato potrebbe dare a Conte un incarico pieno o, appunto, esplorativo. Se sul nome di Conte non ci fosse la convergenza necessaria, si potrebbe verificare se la stessa maggioranza intende convergere su un programma, e un premier diverso da quello uscente. E a quel punto potrebbe essere necessario un secondo giro di consultazioni.

Una delle questioni da verificare nei fatti, e per ora ancora consegnata agli scenari, è la fattibilità di quella ormai famosa "maggioranza Ursula", edizione attuale delle tradizionali "larghe intese". Anche se qui, al momento, resta agli atti il no compatto del centrodestra.  E a proposito di scenari, c'è sullo sfondo l’ultimo, mai percorso a cuor leggero: il voto anticipato, se quella maggioranza assoluta, e cioè autosufficiente, non entrasse nel raggio d’azione dei radar del Colle.

Le consultazioni al Quirinale dalle 17

Al Colle, dopo la commemorazione in mattinata della Giornata della Memoria, saliranno prima il presidente del Senato Elisabetta Casellati e poi il presidente della Camera Roberto Fico. Colloqui istituzionali che saranno il preludio ai colloqui che domani e venerdì il Capo dello Stato avrà con i partiti per capire le reali intenzioni delle forze politiche.

Nel frattempo i partiti si muovono per serrare i ranghi e per mettere in chiaro le proprie condizioni. Oggi alle 14 il Pd riunisce la direzione: il segretario Nicola Zingaretti puntellerà il premier dimissionario Giuseppe Conte come «punto di equilibrio», ricorda di primo mattino il ministro Enzo Amendola, per un nuovo governo ampio, spingendo verso il ter. Un tentativo, quello del Nazareno, di rilanciare una maggioranza solida, anche con il rientro di Iv, e di evitare fughe in avanti. Matteo Renzi invece riunirà i gruppi parlamentari stasera alle 22,30: il leader Iv ha chiarito che non metterà veti su Conte ma non porterà il suo nome domani al Quirinale. Nei ragionamenti della maggioranza, il rientro di Iv, nonostante la rottura che ha causato la crisi di governo, non è più un tabù. D’altra parte l’ufficializzazione, stamattina nell’Aula del Senato, del nuovo gruppo Europesti, composto da 10 senatori Maie-Cd, fa capire che i costruttori non sono ancora sufficienti ad una maggioranza alternativa a Iv. Ma Conte non demorde nella convinzione, ribadita nell’appello di ieri sera, della necessità di «un governo di salvezza nazionale» con "un’alleanza europeista», «una maggioranza ampia e una prospettiva chiara».

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