Sabato, 27 Novembre 2021
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Sanremo, no pubblico. Conferma di Speranza e Amadeus sarebbe pronto a lasciare il Festival

Un protocollo che tenga conto delle indicazioni del governo, con lo stop alla presenza del pubblico, e insieme delle esigenze dello spettacolo: è questa la soluzione alla quale si lavora a Viale Mazzini in vista di Sanremo 2021, previsto dal 2 al 6 marzo. Un orientamento che emerge dopo una giornata convulsa che ha visto il no del ministro della Cultura Franceschini anche alla presenza di figuranti, e subito dopo le indiscrezioni dell’indisponibilità di Amadeus a mettere in scena il festival in un Ariston vuoto: o si fa con il pubblico, o il direttore artistico e conduttore è pronto a lasciare. Il "diario della crisi" si apre intorno alle 9.30, con il tweet con cui Franceschini avverte che l’Ariston «è un teatro come tutti gli altri» e quindi «il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile».

Una presa di posizione che di fatto ribadisce e insieme specifica le parole del ministro della Salute Roberto Speranza, che invitando il Comitato tecnico scientifico a pronunciarsi sulle sollecitazioni dell’industria discografica, aveva ricordato che «gli spettacoli che si svolgono nelle sale teatrali», in base al Dpcm vigente, possono svolgersi soltanto "in assenza di pubblico». Le parole di Franceschini scuotono il cda, dove è in corso un’informativa su Sanremo da parte dell’ad Fabrizio Salini, e tutta la squadra del festival, che da settimane lavora alla realizzazione dell’evento con un pubblico, seppur ridotto e composto da 380 figuranti contrattualizzati, in platea: una condizione imprescindibile per Amadeus e per il "sodale" Fiorello. Teatro o studio televisivo? Spettacolo o trasmissione tv? Il nodo è qui: la Rai considera l’Ariston equiparabile a uno studio, allestito in modo da garantire le misure di sicurezza, e il festival un «programma seriale": e le Faq sul sito di Palazzo Chigi ammettono la deroga per le trasmissioni televisive, "perché la presenza di pubblico in studio rappresenta soltanto un elemento "coreografico" o comunque strettamente funzionale alla trasmissione».

La parola passa agli esperti: a Cda in corso, mentre Amadeus resta fermo sulle sue posizioni, una delegazione della Rai incontra il Comitato tecnico scientifico, che fa presente le sue perplessità. Tre gli ordini di problemi: il Dpcm in vigore, con le norme che consentono gli spettacoli nelle sale teatrali ma a porte chiuse; la situazione epidemiologica: ad oggi la Liguria punta a tornare in zona gialla, ma ai primi di marzo potrebbe tornare in zona arancione o rossa. Infine, il rischio assembramenti, considerato che il festival richiama in città migliaia di persone. La Rai, che presenta agli esperti le linee guida del progetto - si parla di un teatro rivoluzionato, con il palco esteso fino a metà platea e le sedute distanziate per il pubblico - ufficializzerà all’inizio della prossima settimana il suo protocollo, sul quale il Cts si esprimerà probabilmente entro qualche giorno. A preoccupare - si ragiona a Viale Mazzini - non sarebbe tanto la gestione degli spazi chiusi, come l'Ariston ed eventualmente il Palafiori, quanto l’esterno dove si rischiano eventi imprevedibili e assembramenti. Un problema che si porrebbe indipendentemente dalla presenza del pubblico in platea. Il rischio di uno stop al festival mette in allarme il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, che evoca senza mezzi termini lo spettro del «default». Di qui l’auspicio «che tutte le istituzioni affrontino con coscienza ogni problematica propedeutica al regolare svolgimento del Festival nel rispetto dei protocolli sanitari». Il mondo del teatro e dello spettacolo si schiera, invece, apertamente con Franceschini: dal sovrintendente della Scala Dominique Meyer al drammaturgo Stefano Massini, dal sovrintendente dell’Opera di Roma Carlo Fuortes al presidente dell’Agis Carlo Fontana, si chiedono «regole uguali per tutti». Ma c'è anche chi, come Enrico Mentana, ripesca sui suoi profili social una foto di tre mesi fa, con il «pubblico di figuranti tamponati in una trasmissione di Costanzo. Vicino a me - ricorda il direttore del TgLa7 - c'era il viceministro della Salute. Perché questo dovrebbe essere vietato a Sanremo?». Intanto l’hashtag #sanremo2021 vola per tutto il giorno su Twitter. Il parallelo più gettonato è quello con la crisi di governo: spopolano i meme con Amadeus al Colle, in ballo c'è il mandato per il bis.

Codacons: "Accolte nostre richieste"

Sono state «accolte le richieste del Codacons che aveva denunciato il tentativo della Rai di violare il Dpcm sul Covid ricorrendo all’escamotage dei figuranti per riempire il teatro Ariston durante il prossimo Festival di Sanremo». E’ quanto scrive in una nota il Codacons, commentando la presa di posizione del ministro della Cultura Dario Franceschini secondo il quale all’Ariston «il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema».

«Prima il ministro della Salute Speranza poi quello dei Beni culturali Franceschini hanno accolto il nostro appello, bocciando l’ipotesi di figuranti come pubblico, un espediente che avrebbe creato discriminazioni rispetto agli altri teatri italiani e introdotto rischi altissimi sul fronte dei contagi, oltre a rappresentare uno spreco di soldi pubblici - afferma il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi -. La situazione che si è determinata impone ora di fare un passo indietro e mettere la salute pubblica davanti agli interessi economici e pubblicitari della Rai, rinviando il Festival ad altra data, poiché non vi sono le condizioni per svolgere la kermesse in totale sicurezza per lavoratori e cittadini», conclude.

Intanto, nel giorno in cui Amadeus annuncia - in un’intervista alla Stampa - che Naomi Campbell sarà co-conduttrice della prima serata e parlerà anche della «sua amicizia con Nelson Mandela» e delle «sue battaglie per i diritti civili contro il razzismo», scoppia la grana Ibrahimovic. Dopo la lite in campo con Lukaku alla fine del primo tempo del derby di Coppa Italia tra Inter e Milan, con tanto di insulti e di (successiva) espulsione per il fuoriclasse svedese del Milan, in tanti sul web chiedono che che Ibra venga escluso dal cast di Sanremo dove è stato annunciato come ospite fisso.

Ibra: scoppia la grana

«Il razzismo dovrebbe essere combattuto in tutti gli ambiti. Ibra_official fuori da #Sanremo2021. Sarebbe un gesto di civiltà forte e un forte messaggio a tutti i provocatori e razzisti», si legge su Twitter, mentre vola l’hashtag #ibranograzie. Parla di «insulti razzisti» anche il vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa, che nota: "L'obiettivo è l’audience, l’audience vince su tutto. Figurarsi se levano Ibra che dopo questa lite è ancora più popolare. Anzi, credo che chiederà un aumento di cachet».

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