Domenica, 31 Maggio 2020
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Lazio in festa a Riad, Juve battuta 3-1 e quinta Supercoppa Italiana

Supercoppa alla Lazio che ha battuto ancora la Juve dopo la vittoria in campionato. Il successo biancoceleste è sembrato meritato: troppi errori della Juve in tutti i reparti. Si parlerà molto di questa sconfitta bianconera. In questo momento la Lazio sta meglio e lo ha dimostrato.

Il gol di Luis Alberto ha spezzato nel primo tempo l’equilibrio che si era visto in campo, con un’azione ariosa che ha sorpreso ha difesa bianconera, spesso in difficoltà contro le veloci incursioni della squadra di Inzaghi. La Juve e l’invocatissimo Cristiano Ronaldo hanno risposto in chiusura con Dybala su un tiro di CR7 respinto da Strakosha.

Le tre punte juventine hanno fatto pochi miracoli. E il gol di Lulic nella ripresa ha dato alla Lazio un vantaggio meritato. Cataldi poi con una magistrale punizione ha messo il segno definitivo sul successo dei capitolini. Così la Lazio si è confermata, dopo la vittoria in campionato, battendo la Juve, conquistando la quinta Supercoppa italiana e chiudendo al meglio il 2019.

Per la Lazio, la soddisfazione di essere giunta a questa finale, vincendola, e di aver combattuto alla pari contro un avversario con tanta esperienza in più. Insomma, la squadra di Inzaghi ha avuto la conferma di poter stare fra le "grandi", impedendo che il trofeo volasse a Torino, dove si sarebbe andato ad aggiungere ai tanti conquistati dal club bianconero.

Sarri aveva schierato De Sciglio e Demiral in difesa e Bentancur a centrocampo e si era affidato al trio Di-Hi-Ro in attacco. Inzaghi aveva confermato la formazione che sta mietendo successi in campionato. Sceicchi, principi, petrolieri e donne intabarrate, ammesse allo stadio liberamente (forse per smentire chi alla vigilia ha parlato di diritti umani calpestati): si è giocato in un clima tutt'altro che invernale. Insomma, un tuffo in un’atmosfera eccitante ed esotica. Tutti pazzi naturalmente per CR7, riconoscibile (come gli altri juventini) dalla scritta in arabo sulla maglietta numero sette.

Il primo tiro di Luis Alberto (traversa sfiorata) ha destato entusiasmo, ma il maggior possesso palla dei bianconeri ha orientato il tifo sulla Juve. Al 17' Lulic da sinistra ha trovato Milinkovic dall’altra parte del campo: palla indietro al libero Luis Alberto che ha giustiziato Szczesny di potenza. Male la difesa juventina. Così gli "sconosciuti" (non avevano il nome in arabo sulla casacca) della Lazio sono andati in vantaggio. La squadra di Inzaghi ha continuato ad attaccare. Il pubblico ha invocato "Cristiano" che ha risposto con un tiro fuori.

Una punizione di Dybala è finita a lato di un niente. La Lazio ha creato situazioni difficili in area juventina, controllate da Szczesny. Al 45' il pareggio: Ronaldo ha tirato di sinistra da fuori, Strakosha non ha trattenuto e Dybala ha insaccato. Nel primo tempo, tuttavia, la squadra di Inzaghi, tutto sommato, è sembrata più pericolosa. Qualche episodio discusso, forse un intervento di Matuidi su Luis Alberto avrebbe meritato il cartellino rosso, ma non è successo niente perchè anche il Var talvolta non ci "vede" bene.

Più aggressiva la Juve nella ripresa con Dybala, ma anche la Lazio si è fatta viva con Correa, Immobile e Milinkovic, in avanti. Sarri ha chiamato Cuadrado in campo al posto di De Sciglio. Ha cambiato anche Inzaghi: Cataldi al posto di Leiva e Parolo in vece di Luis Alberto. Sarri ha fatto entrare Ramsey per Higuain. Correa ha sfiorato il bersaglio di testa, Ronaldo con un destro velenoso ma alto. Al 28' la Lazio è passata con un destro al volo da sinistra su un traversone di Lazzari da destra.

Un altro bel gol. Douglas Costa ha sostituito Matuidi. Caicedo ha preso il posto di Immobile. Al 36' Correa è partito in offside ed è andato a segnare il terzo gol laziale. Inutilmente. Un tentativo di Dybala non ha sorpreso Strakosha e l’assalto finale dei bianconeri non ha dato risultati: un colpo di testa di Bonucci è uscito di poco. Correa in contropiede ha tirato su Szczesny. Bentancur è stato espulso per doppio giallo. Il gol di Cataldi su punizione, sotto la traversa, ha suggellato il trionfo laziale. Meritato.

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