Giovedì, 01 Dicembre 2022
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Foto Cronaca 'Ndrangheta: chi è Franco Terlizzi, l'ex pugile fermato a Milano

'Ndrangheta: chi è Franco Terlizzi, l'ex pugile fermato a Milano

E’ un ex pugile professionista, categoria massimi leggeri, ex pr di una discoteca come l'Hollywood, arrivato alla popolarità grazie alla partecipazione come naufrago all’Isola dei famosi, edizione 2018, Franco Terlizzi, fermato con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata ad una serie di truffe assicurative su finti incidenti di auto e anche di trasferimento fraudolento di valori.

Avrebbe procacciato i «clienti» per la maggior parte delle frodi assicurative messe a segno da un gruppo capeggiato da Davide Flachi, figlio del boss della 'ndrangheta della Comasina, titolare di fatto della Carrozzeria Nuova Milano srl, sequestrata nel blitz di oggi, con sede a Milano e attività a Cormano, nel Milanese. E intestata fittiziamente, secondo l'accusa, a Terlizzi.

Il sessantenne Terlizzi, originario di Bitonto ma cresciuto a Milano, che ha debuttato nel mondo del pugilato nel 1986 e nella sua carriera ha sostenuto 15 incontri, ha due figli, che compaiono spesso sulla sua pagina Instagram. Sui social l’ex naufrago si presenta come Vip trainer, mostrando foto mentre si allena, servizi che documentano la sua attività con star come il tenore Vittorio Grigolo e scatti con celebrità come Fedez, Massimo Allegri, Francesco Totti, Cecilia Rodriguez, Jovanotti, Gaspare del duo comico con Zuzzurro, Claudio Bisio, Raffaella Fico e altri. Sul suo profilo anche tanti video e scatti della carrozzeria sequestrata.

Terlizzi: con Flachi solo rapporti professionali

«Non posso negare di conoscere Davide Flachi, ma con lui ho solo avuto rapporti professionali e commerciali. Non ho mai avuto a che fare con le ipotetiche truffe e i traffici di droga contestati». Sono in sintesi le parole di Franco Terlizzi, l’ex pugile ed ex concorrente dell’Isola dei Famosi, tra i 13 fermati nell’indagine coordinata dalla Dda Milanese e dalla Procura di Pavia, che ha azzerato un’associazione per delinquere con al vertice Davide Flachi, figlio di Pepè, il boss della Comasina morto lo scorso gennaio. Le parole di Terlizzi, sono state riferite dal suo difensore, Antonino Crea. Durante il colloquio legale e assistito hanno concordato la linea da tenere in vista dell’interrogatorio del gip. «Terlizzi - ha detto l’avvocato - chiarirà la sua posizione e intende collaborare con la magistratura». L’ex 'naufragò e ex pr dell’Hollywood di corso Como, nonché amico di parecchi vip (come emerge dal suo profilo Instagram) «è stato tradotto nel carcere di Monza», ha riferito il legale aggiungendo che oggi le perquisizioni alla carrozzeria di Cormano, avvenute anche con i cani antidroga, hanno dato esito negativo.

 

Il figlio boss a Terlizzi: "Sei in piedi grazie a me"

«Se tu sei in piedi è grazie a me ma lo vuoi capire (...) qua se non ci sono io la baracca qua chiude (...) ti ho portato due lavori che ti faccio stare in piedi solo con quei due lavori». Con questi toni Davide Flachi, figlio del boss della Comasina Pepè Flachi, si rivolgeva, intercettato nell’ottobre 2021, a Franco Terlizzi, l’ex pugile 62enne ed ex 'naufragò del reality L’Isola dei famosi, pure lui tra i 13 fermati nell’inchiesta milanese che ha azzerato un gruppo legato alla 'ndrangheta. «Tu non fai un caz.. e prendi il grano ma ti rendi conto Franco?», gli diceva Flachi (condannato in passato per associazione mafiosa). Terlizzi, secondo le indagini, sarebbe stato il «prestanome» del presunto boss. E lui: «Io non faccio, perché tu che stai facendo? Tu devi dire grazie a me». Flachi: "Se tu sei in piedi è grazie a me ma lo vuoi capire». E l’ex pugile: «Coi sinistri guadagniamo (...) 70mila euro ce lo siamo portati a casa». Terlizzi, a cui il presunto boss avrebbe intestato la sua carrozzeria, assieme a Flachi ed altri è accusato di aver messo a segno una serie di frodi sulle assicurazioni sugli incidenti d’auto. Terlizzi, scrivono i pm nelle oltre 400 pagine del decreto di fermo, avrebbe percepito "lo stipendio in qualità di amministratore» della carrozzeria. I pm Prisco, De Tommasi e Zanoncelli tra le esigenze cautelari per il fermo, eseguito dalla Gdf, segnalano i rapporti del gruppo «con appartenenti alle forze dell’ordine infedeli». Gli indagati hanno, infatti, «la possibilità di procurarsi continue informazioni sullo stato dell’indagine» e «in tale contesto si inserisce» anche la figura di «un ispettore in servizio presso la Dia di Milano che ha fornito diverse informazioni».

"Franco è testa di legno... quello a cui intestano la ditta"

In un’intercettazione del gennaio 2021 tra Massimo Molteni e Carlo Alberto Buggio, due dei fermati, il primo così parlava di Terlizzi: «Franco da quello che ho capito è la testa di legno ... quello a cui intestano la ditta». Terlizzi, scrivono i pm, oltre a fare e chiedere "favori» ai «clienti» delle presunte truffe assicurative, è quello che intrattiene rapporti con l’ex carabiniere Cosimo Caputo (non è tra i 13 fermati nell’inchiesta). In un’intercettazione del settembre 2021 l’ex pugile gli dice: "Sono con l’ex moglie di Massimo Oddo (non coinvolta nell’indagine, ndr) sai l’ex del Milan, che deve fare una denuncia perché gli hanno rigato tutta la macchina. Puoi venire tu, mi fai un piacere enorme?». E si occupa, poi, dei rapporti coi periti 'compiacentì. «Quando sappiamo chi è il perito poi ci regoliamo», dice ancora intercettato. Gran parte dei ricavi della carrozzeria riconducibile a Flachi, spiegano i pm, ossia circa il 60% «derivano dai bonifici accreditati dalle compagnie assicurative per i lavori di riparazione di auto-motoveicoli a seguito di danneggiamento per atti vandalici».

© Riproduzione riservata

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook