Mercoledì, 07 Dicembre 2022
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Malinovskyi lancial'Atalanta. Il Porto elimina la Lazio, il Barca si abbatte sul Napoli

Napoli-Barcellona 2-4

MARCATORI: 8' pt Jordi Alba, 13' pt F. de Jong, 23' pt Insigne (rig), 45' pt Piqué, 14' st Aubameyang, 42' st Politano.

NAPOLI (4-2-3-1): Meret 6; Di Lorenzo 5.5, Koulibaly 5, Rrahmani 5, Mario Rui 5.5; Fabian Ruiz 5.5 (29' st Ounas 6), Demme 5 (1' st Politano 6.5); Elmas 5, Zielinski 5 (28' st Mertens 6), Insigne 6 (37' st Petagna sv); Osimhen 6 (29' st Ghoulam 6). In panchina: Ospina, Idasiak, Juan Jesus, Zanoli. Allenatore: Spalletti 5.5.

BARCELLONA (4-3-3): Ter Stegen 5; Dest 6.5, Piqué 7, Araujo 6, Jordi Alba 7; Pedri 6.5 (30' st Nico Gonzalez 6), Busquets 6.5 (17' st Gavi 6), F. de Jong 7 (31' st Dembele 6); Traoré 6.5, Aubameyang 7 (31' L. de Jong 6), Ferran Torres 6 (37' st Puig sv).
In panchina: Tenas, Neto, Eric Garcia, Mingueza, Braithwaite. Allenatore: Xavi 7.

ARBITRO: Sergei Karasev (Russia) 6.

Il Napoli si arrende al Barcellona e saluta l'Europa. Dopo l’1-1 del Camp Nou, i partenopei affondano in casa perdendo 4-2 nel ritorno dei play-off di Europa League. Quella del 'Maradonà è una serata che inizia in salita, con il vantaggio blaugrana che arriva dopo soli otto minuti e addirittura da un corner a favore dei padroni di casa. Un malinteso lancia Traoré in campo aperto, che serve un Jordi Alba glaciale davanti a Meret. La squadra di Spalletti accusa il colpo e perde le distanze in difesa, Frenkie de Jong non perdona: al 13' disegna un destro a giro imprendibile e il Barcellona è già avanti 2-0. Serve un episodio al Napoli per entrare in partita ed arriva a metà del primo tempo, con Ter Stegen che esce con i tempi sbagliati e atterra in area Osimhen: Karasev indica il dischetto dopo aver deciso inizialmente per una punizione dal limite, Insigne è perfetto dagli 11 metri e al 23' è 2-1. La scossa, però, non mette paura agli uomini di Xavi, che sfiorano la terza rete con Aubameyang e Ferran Torres, ma la trovano al tramonto del primo tempo con Piqué: il difensore indovina un diagonale che bacia il palo e batte ancora Meret.

Nella ripresa Spalletti passa al 4-3-3 con l'ingresso di Politano per un Demme in difficoltà ma a colpire è sempre il Barcellona, con Aubameyang che infila all’incrocio al 59' sull'assist di Traoré e l’intelligente velo di de Jong. Il match si trascina dunque sino all’epilogo con poco altro da dire, eccezion fatta per un gol di Insigne non convalidato per fuorigioco. Nell’ultimo quarto d’ora, i due tecnici attingono dalla panchina con alcune rotazioni (qualche fischio per Insigne all’uscita dal campo) in ottica dei prossimi impegni e c'è tempo per la rete all’87' di Politano per il 2-4, ma la sostanza non cambia. Il Napoli è fuori, il Barcellona resta in corsa in Europa League e si candida a ruolo di protagonista in una competizione che manca al ricco palmares del club.

Olympiacos-Atalanta 0-3

Olympiacos (3-4-2-1): Vaclik; Manolas, Papastathopoulos, Cissé (1' st Masouras); Lala (23' st El Arabi), M. Camara, M'Vila (23' st Vrousai), Reabciuk; A. Camara, Onyekuru (15' st Valbuena);
Tiquinho Soares (29' st Fadiga). (88 Tzolakis, 24 Ba, 34 Papadopoulos, 75 Kitsos, 5 Bouchalakis, 8 Kunde, 77 Rodrigues). All.: Pedro Martins.
Atalanta (3-4-2-1): Musso; Toloi, Demiral (45' st Cittadini), Djimsiti; Hateboer, De Roon, Freuler, Maehle (38' st Pezzella); Pessina (12' st Koopmeiners), Pasalic (11' st Boga); Malinovskyi (39' st Mihaila). (31 Rossi, 57 Sportiello, 42 Scalvini, 77 Zappacosta). All.: Gasperini.
Reti:pt 40' Maehle;  st 22' e 24' Malinovskyi
Arbitro:
Del Cerro Grande (Spagna).

L’Atalanta vola agli ottavi di Europa League nel segno dell’ucraino Ruslan Malinovskyi, autore di una fantastica doppietta nel 3-0 della Dea ai danni dell’Olympiakos, con tanto di messaggio verso il proprio paese: «No alla guerra in Ucraina». Di Maehle l’altro gol che permette alla squadra di Gasperini di passare il turno dopo una gara pressoché perfetta. La prima fiammata del match è dei greci al 7', quando Camara si libera per il tiro dalla distanza mettendo di un nulla a lato. Ma la gara la fa la Dea, tenendo molto il possesso palla e cercando più volte il varco giusto per colpire. Spiraglio che si apre al 40' grazie alla caparbietà di Maehle, che rincorre una palla apparentemente persa sulla pressione di Lala, toccando di punta e indirizzando in rete l’1-0 ospite. Nella ripresa ci pensa Malinovskyi a chiudere il discorso con una fantastica doppietta nel giro di un paio di minuti, che porta il risultato totale sul 5-1 in favore dei nerazzurri.

Lazio-Porto 2-2

Lazio (4-3-3): Strakosha; Marusic, Luiz Felipe, Patric, Radu (9' st Hysaj); S.Milinkovic-Savic, Leiva (9' st Cataldi), Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Pedro (26' st Moro). (25 Reina, 31 Furlanetto, 33 Acerbi, 16 Kamenovic, 5 Akpa Akpro, 28 Andrè Anderson, 88 Basic, 18 Romero, 11 J. Cabral). All.: Sarri.
Porto (4-4-2): Diogo Costa; Bruno Costa, Mbemba, Pepe, Zaidu; Otavio, Vitinha (34' st Grujic), Uribe, Pepe (24' st Joao Mario); Taremi (34' st Evanilson), Toni Martinez (11' st Galeno). (1 Marchesin, 61 F. Cardoso, 5 Marcano, 10 Francisco Conceiçao, 35 Ruben Semedo, 46 Eustaquio, 50 Fabio Vieira, 70 Gonçalo Borges). All.: Sergio Conceiçao.
Reti: pt 19' Immobile e 31' Taremi; st 23' Uribe, 49' Cataldi.
Arbitro: Aytekin (Germania).

Il Porto si conferma la bestia nera delle italiane ed elimina anche la Lazio. Dopo il 2-1 dell’andata, la Lazio all’Olimpico trova il gol del 2-2 troppo tardi e saluta l'Europa League allo spareggio. Sarri recupera a sorpresa Pedro che occupa il posto dello squalificato Zaccagni. Conceicao imposta la sfida con un’ostinata costruzione dal basso, ma due sbavature concedono le prime due occasioni da gol della Lazio. Al 16' Immobile allarga troppo il diagonale, ma due minuti dopo il bomber non perdona: Pepe sbaglia una verticalizzazione e Milinkovic-Savic intercetta, Immobile si fionda sul pallone e batte Diogo Costa sul primo palo. Ventesima rete europea, come Simone Inzaghi, per l'attaccante, che in mezz'ora si vede annullare anche due gol per fuorigioco. Conceicao schiera Toni Martinez e Taremi insieme ed è l'iraniano a pareggiare: alla mezz'ora l’arbitro Aytekin lo ammonisce per simulazione dopo un contatto con Milinkovic-Savic, ma viene richiamato al Var e concede il rigore. E dagli undici metri lo stesso Taremi non sbaglia.
La ripresa è vivace. Al 68' serve un grande intervento di Strakosha che nega la rete a Galeno ma pochi secondi dopo il portiere non può evitare l’1-2: Taremi pesca in area Uribe che si inserisce tra Luiz Felipe e Patric e firma il vantaggio. Poco dopo, altra chance: lo scatenato Taremi scambia nello stretto e conclude sfiorando il secondo palo. Ma la Lazio continua a crederci, in particolare con Luis Alberto che nel giro di 5' trova l'esterno della rete (79'), il palo alla sinistra del portiere (81') e infine è murato da Diogo Costa al momento di un tiro a botta sicura (84'). Il Porto dorme e all’86' la Lazio sfiora ancora il gol ma Diogo Costa riscatta gli errori del primo tempo con una super parata su Immobile dopo un cross di Milinkovic. Alla fine c'è spazio per il 2-2: palo di Immobile e tap in di Cataldi. Ma il gol arriva troppo tardi.

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