Domenica, 06 Dicembre 2020
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Treno ad alta velocità deraglia nel Lodigiano, morti i due macchinisti: uno era di Reggio Calabria
LA TRAGEDIA

Treno ad alta velocità deraglia nel Lodigiano, morti i due macchinisti: uno era di Reggio Calabria

treno deragliato, Giuseppe Cicciù, Giuseppe Falcomatà, Mario Di Cuonzo, Tonino Russo, Sicilia, Cronaca
Giuseppe Cicciù

Incidente sulla linea alta velocità all’altezza di Casal Pusterlengo (in provincia di Lodi): un treno è deragliato e alcune vetture si sarebbero ribaltate. Sono morti due macchinisti. Sono Giuseppe Cicciù, di 51 anni, di Reggio Calabria, e Mario Di Cuonzo, di 59, originario di Capua (Caserta).

Almeno due vagoni, oltre alla motrice del Frecciarossa, si sono ribaltati in seguito all’incidente avvenuto a Livraga (Lodi). Ancora sconosciute le cause. I vigili del fuoco sono al lavoro per estrarre i passeggeri dalle lamiere.

C'erano 28 passeggeri in tutto (oltre al personale viaggiante di Trenitalia) sul treno Av 9595 Milano-Salerno deragliato. Il particolare è stato confermato dalla Polfer, che effettua le indagini sul sito dell’incidente.  Si tratta, infatti, del primo treno del mattino, partito dalla stazione Centrale del capoluogo lombardo alle 5.10.

E’ stata ricostruita una prima parziale dinamica del deragliamento. Secondo le forze dell’ordine la motrice del convoglio, dopo essere sviata dai binari per cause ancora da chiarire, sarebbe uscita completamente dalla sede finendo prima contro un carrello o qualche mezzo analogo che si trovava su un binario parallelo, e poi contro una palazzina delle ferrovie, dove ha terminato la sua corsa. Il resto del convoglio avrebbe invece proseguito la corsa ancora un pò con la seconda carrozza che ad un certo punto si sarebbe ribaltata.

"Impressionante" è il modo in cui alcuni dei soccorritori hanno definito la scena che si è parata loro davanti all’arrivo nell’area accanto sull'autostrada del Sole dove è deragliato il treno Frecciarossa a Ospedaletto Lodigiano. Appena arrivati sul posto i vigili del fuoco hanno fatto uscire dai convogli i passeggeri e il personale a bordo, tutti in evidente stato di choc. Alle 7.15, all’arrivo della protezione civile, tutte le persone che erano sul treno si trovavano già in sicurezza fuori dal Frecciarossa.

La procura di Lodi ha aperto un’inchiesta per disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime.

«Il bilancio definitivo del deragliamento del treno Alta Velocità Frecciarossa avvenuto alle 5.35 all’altezza di Ospedaletto Lodigiano, in località Cascina Griona, è di 2 persone decedute, 31 feriti». E’ quanto ha riferito l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera.

Per quanto riguarda i feriti, 4 sono ricoverati in codice giallo a Lodi (2), Cremona e Pavia, mentre 27 in codice verde negli ospedali di Lodi (8), Melegnano (4), Crema (3), Humanitas (3), Codogno (2), Piacenza (3) e Castel San Giovanni (4). «Straordinaria la capacità di intervento e di coordinamento dell’Azienda Regionale per l’Emergenza Urgenza (AREU) di Regione Lombardia - aggiunge l’assessore Gallera - che ha messo immediatamente in campo l’attività di Consolle Maxiemergenza, 2 elicotteri dotati di dispositivi per il volo notturno, 2 automediche, 12 ambulanze e 1 veicolo da 9 posti. Ringrazio tutti gli operatori e i volontari intervenuti con grande tempestività e professionalità».

«A nome della Città di Reggio Calabria intendo esprimere il più sincero cordoglio nei confronti dei familiari di Giuseppe Cicciù, il macchinista reggino morto insieme al collega Mario Di Cuonzo nel tragico incidente ferroviario di questa mattina vicino Lodi». È quanto scrive, in una nota, il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.

«La comunità reggina è in lutto», ha affermato il sindaco aggiungendo: «Ancora una volta, la nostra città perde uno dei suoi figli. Oggi è un giorno di infinita tristezza per tutti noi. Alla famiglia di Giuseppe giunga l’abbraccio caloroso di tutti i reggini. Ci auguriamo che su questa tragedia venga al più presto fatta piena luce, al fine di accertare eventuali responsabilità».

«Tutta la Cisl calabrese – dichiara il Segretario generale dell’organizzazione sindacale, Tonino Russo – si stringe intorno alle famiglie di Giuseppe Cicciù, delegato Cisl in Lombardia, nato a Reggio Calabria, e di Mario di Cuonzo, anch’egli meridionale, i due macchinisti che hanno perso la vita nel gravissimo incidente del Frecciarossa deragliato a Lodi, augurando una pronta guarigione a tutti i feriti coinvolti, passeggeri e operatori ferroviari.

"Siamo di fronte – prosegue Russo – all’ennesima, terribile e inaccettabile tragedia sul lavoro, che ripropone in modo acutissimo sia la questione della sicurezza, tanto più assurdamente perché si parla di un treno di ultima generazione, sia la questione dell’emigrazione, che ha toccato e continua a toccare tantissime famiglie del Sud Italia".

"Per una casualità dovuta probabilmente all’ora si è verificato, come è stato detto, l’incidente non ha causato una vera e propria una strage. Ora – conclude il Segretario generale della Cisl calabrese – chiediamo con forza che sia fatta al più presto piena luce sulle cause del disastro, perché ciò che è accaduto non si ripeta mai più».

«Esprimo la mia commozione per la morte dei due macchinisti avvenuta nell’incidente ferroviario di questa mattina a Lodi. Sono particolarmente vicina alla famiglia di Giuseppe Cicciù, originario di Reggio Calabria: alla moglie, alla madre e alla figlia il mio abbraccio sincero. L’auspicio è che si possa fare presto chiarezza sull'avvenuto e si accertino le responsabilità». Lo afferma Jole Santelli, presidente eletto della Regione Calabria.

Tra le ipotesi che hanno provocato il deragliamento del Frecciarossa questa mattina nel lodigiano, c'è anche «L'errore umano che potrebbe essere legato a problemi di manutenzione. Anche perchè i lavori vengono fatti perchè qualcosa è si è rotto».Lo ha detto il procuratore di Lodi Domenico Chiaro durante una conferenza stampa in Procura sul deragliamento del treno questa mattina nel lodigiano. «Altrimenti - ha aggiunto - non c'è motivo di fare i lavori di manutenzione alle 4:30 di notte».

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook