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Frontiere chiuse agli italiani: non si potrà andare in Grecia, Croazia, Austria e Svizzera

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Aeroporto di Fiumicino

Frontiere chiuse per gli italiani. Succede in Grecia, Croazia, Austria e Svizzera. La Grecia ha annunciato la lista dei 29 Stati i cui turisti potranno visitare il Paese dal 15 giugno, quando gli aeroporti riapriranno ai voli internazionali. Tra loro non c'è l'Italia. Questi i Paesi: Albania, Australia, Austria, Nord Macedonia, Bulgaria, Germania, Danimarca, Svizzera, Estonia, Giappone, Israele, Cina, Croazia, Cipro, Lettonia, Libano, Lituania, Malta, Montenegro, Nuova Zelanda, Norvegia, Corea del Sud, Ungheria, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Finlandia. La lista verrà aggiornata il primo luglio, ha detto il governo.

Fa lo stesso la Croazia che ha riaperto le frontiere senza restrizioni ai cittadini di 10 Paesi Ue nel tentativo di far ripartire l’industria turistica crollata per la pandemia da coronavirus. Ma non agli italiani. La misura si applica a dieci Paesi che hanno avuto risultati positivi nel contenimento del coronavirus e includono Austria, Repubblica Ceca, Estonia, Germania, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Slovenia, ha spiegato il premier Andrej Plenkovic sottolineando che il «divieto temporaneo all’attraversamento delle frontiere» è stato abolito «per il turismo».

Con 4,2 milioni di abitanti, la Croazia ha avuto circa 2 mila casi di Covid-19 e un centinaio di morti. Quando il Paese ha iniziato ad allentare il lockdown all’inizio di maggio, ha aperto le frontiere per viaggi d’affari o per chi possedeva un immobile o una barca. Da oggi i cittadini dei dieci Paesi non devono fornire alcuna giustificazione per l'ingresso in Croazia.

Anche l'Austria e la Svizzera escludono per il momento l’Italia dal gruppo di Paesi ai quali riapriranno dopo la fine del lockdown in Europa. Se per Vienna alcune regioni italiane sono «ancora un focolaio» del coronavirus, per Berna la riapertura dei confini meridionali il 3 giugno - quando l'Italia riaprirà la sua frontiera con la Confederazione elvetica in modo unilaterale - è prematura e i viaggi, se pure possibili ai cittadini svizzeri, sono sconsigliati.

Niente di definitivo, si affrettano a sottolineare da una parte e dall’altra delle Alpi. Tutto dipenderà dall’andamento dei contagi nelle regioni confinanti, che sono anche quelle ancora più in difficoltà, come la Lombardia. E continuano serrati i contratti tra i governi. Ma intanto nella sua prima visita all’estero dalla fine del lockdown la ministra degli Interni svizzera, Karin Keller-Sutter, è volata a Vienna per incontrare il suo omologo austriaco, Karl Nehammer, e discutere dell’allentamento delle restrizioni ai confini tra Austria e Svizzera. Dal 15 giugno, nessun controllo tra i due Paesi né ai confini con Francia e Germania. L’Italia, per il momento, resta fuori.

La Svizzera rispetta la «decisione sovrana» dell’Italia di riaprire i confini il 3 giugno, ma «noi non riapriremo», ha annunciato la ministra in una conferenza stampa spiegando di aver informato la sua omologa italiana Luciana Lamorgese, con la quale resterà in contatto «per coordinare i prossimi passi»."Propendiamo, come gli altri Paesi limitrofi, per un’apertura coordinata», ha chiarito la ministra, sottolineando che finché i confini svizzeri sono chiusi, i viaggi nel nostro Paese restano «sconsigliati».

A questo punto la riapertura della frontiera svizzera potrebbe slittare fino al 6 luglio, quando sarà ristabilita del tutto la libertà di circolazione nell’area Schengen. Nel frattempo resta consentito l’accesso agli oltre 70mila lavoratori transfrontalieri.

Anche da parte austriaca non si vedono spiragli. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha assicurato che con Vienna si troverà una soluzione ma in un’intervista al quotidiano Oberoesterreichischen Nachrichten il ministro della Salute austriaco, Rudolf Anschober, ha invitato alla cautela. «L'Italia è ancora un focolaio, anche se in alcune regioni la situazione è migliorata e l’impegno è grande». «Sono un sostenitore della libertà di movimento, ma con l’Italia dobbiamo ancora essere prudenti», ha avvertito.

Ad Austria e Svizzera si è aggiunta anche la Croazia che, nel tentativo di far ripartire il settore del turismo devastato dalla pandemia, ha riaperto le frontiere senza restrizioni ai cittadini di 10 Paesi Ue ma non agli italiani. Per tre Paesi che chiudono le loro porte all’Italia ce n'è uno che le riapre. La Cina si avvia a sbloccare i collegamenti internazionali, dopo la stretta decisa a marzo per contenere la pandemia di Covid-19, lanciando una corsia preferenziale per i voli charter provenienti da 8 Paesi, tra cui l’Italia. Nella lista anche Giappone, Corea del Sud, Singapore, Francia,
Germania, Regno Unito e Svizzera.

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