Domenica, 05 Luglio 2020
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IL PREMIER

Conte frena sulla Fase 2: dovremo imparare a convivere con il Coronavirus in sicurezza

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Giuseppe Conte

Nonostante il pressing delle Regioni il Governo nazionale tiene duro e mantiene la linea della riapertura dal 4 maggio di aziende e uffici, con una forte dose di smart working, orari scaglionati e autobus a ingresso limitato.

"Stiamo lavorando su alcune proposte di allentamento delle misure, in modo da poter convivere con il virus nei prossimi mesi in condizioni di massima sicurezza, tenendo sotto controllo la curva epidemiologica e le condizioni di stress del sistema sanitario e ospedaliero locale". Così il premier Giuseppe Conte in un'intervista al Giornale parla della Fase 2, e fa presente - rivolgendosi anche agli organi di informazione - che "nei prossimi giorni saremo in condizione di offrire a tutti gli italiani un piano chiaro e, quindi, informazioni certe".

Poi sottolinea che le task force sono soltanto due: una per l'emergenza sanitaria, e una composta da esperti per la ripartenza, guidata da Vittorio Colao (che non pensa voglia far parte della squadra di governo).

Il premier parla anche delle misure messe in campo finora per l'economia, che valgono 750 miliardi, e della discussione sulle "responsabilità" dell'emergenza in Lombardia, discussione che "andrà affrontata a tempo debito" e spiega che "nessuno si sottrarrà alle proprie".

Il presidente del Consiglio argomenta di preferire un governo politico che dovrà rispondere agli elettori, e che i governi di unità nazionale sono "molto improbabili in concreto". Ricorda che il suo esecutivo sta "operando con coraggio e determinazione".

Quanto al Mes, osserva che il negoziato si annuncia molto difficile, ma resta fiducioso: "il governo e la maggioranza che lo sostiene sono compatti nel chiedere all'Europa di liberare la sua forza economica come fanno Cina e Stati Uniti, di mettere sul tavolo meccanismi nuovi per una risposta comune all'emergenza economica. Non abbiamo da affrontare un semplice compitino di matematica o una questione meramente contabile".

Sul rapporto con le opposizioni, pensa che possa dare frutti se non ci sono "ambiguità", e aggiunge di aver "apprezzato l'atteggiamento costruttivo di Forza Italia": "Il mio approccio è sempre stato trasparente e corretto con tutti. Il confronto rimane aperto anche adesso, confidando che ci sia la effettiva disponibilità delle opposizioni. Quanto a me, non mi impressionano neppure gli insulti. Intervengo solo quando, come è successo da ultimo, vedo che alcuni esponenti delle opposizioni lanciano una campagna di false accuse che rischia di dividere l'Italia tra opposte tifoserie".

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