Mercoledì, 17 Luglio 2019
stampa
Dimensione testo

Caso Sea Watch, pronta una raccolta fondi per pagare la "multa sbarco". Proteste a Palermo e Catania - Foto

Il caso Sea Watch resta più che mai attuale e mentre la nave con a bordo i 42 migranti è in mare ormai da 13 giorni si consuma lo scontro politico. In Sicilia associazioni e comitati sono scese in piazza per chiedere lo sbarco immediato, ma Salvini continua a fare muro.

A Palermo notte di protesta sul sagrato davanti alla Cattedrale, organizzata sulla scia di quella che da giorni va avanti a Lampedusa e viene guidata da don Carmelo La Magra. Sit-in anche a Catania dove in piazza Duomo si è svolta la manifestazione sotto lo slogan: "Fateli scendere ora!".

Ma Salvini non molla, forte anche della sentenza della Corte di Strasburgo, che ha rigettato il ricorso dei migranti: «Una nave olandese di una Ong tedesca che raccoglie migranti in acque libiche perchè deve arrivare in Italia? Sono 15 giorni che stanno qui. In 15 giorni sarebbero arrivati in Olanda», afferma a 'Cartabianca'.

«I migranti della Sea Watch in Italia non arrivano. Non mi faccio dettare le leggi da una nave olandese e da una Ong tedesca. In Italia si arriva se si ha il permesso di entrare. Se entreranno in Italia, la nave verrà sequestrata», continua il ministro dell'Interno.

Per Salvini «la Sea Watch è scientemente complice dei trafficanti di esseri umani. I porti più vicini sono Malta e Tunisia. Perchè devono venire in Italia? Vadano in Francia, Olanda, dove vogliono. In Italia no. E mi sembra che gli italiani apprezzino la mia linea».

Intanto Sea Watch sembra voler dare corso all’intenzione di violare il divieto di ingresso nel territorio italiano, annunciato nei giorni scorsi dal comandante Carola Rackete, per far approdare a Lampedusa i 42 migranti da quasi due settimane sulla nave della ong tedesca che li ha soccorsi.

Si attendeva la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo che ieri, però, ha detto no alla richiesta di sbarco, ma questo sembra non avere cancellato il progetto. Si evince dall’appello lanciato dalla Ong: «Se il nostro capitano Carola porta i migranti soccorsi in un luogo sicuro, come previsto dalla Legge del mare, deve affrontare multe salate in Italia. Aiuta a difendere i diritti umani e dona al fondo di assistenza legale Sea Watch».

© Riproduzione riservata

PERSONE:

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook